Ennesimo episodio di razzismo registrato in Italia, nello specifico a Palermo, legato all'immigrazione che sta coinvolgendo la penisola italiana negli ultimi anni. A rendere nota la vicenda è la testata giornalistica Repubblica, la quale specifica che l'uomo di colore vittima di razzismo a Palermo ha tenuto a precisare che si tratta, almeno per quello che riguarda la sua esperienza, di una vicenda singolare e che nella città di Palermo ha ricevuto molta solidarietà.

La storia di Yacob Said, uomo di colore ma residente in Italia da tanti anni, ha scatenato l'ira dei social network, ricevendo tanta solidarietà virtuale e non. La città intera si è stretta intorno a lui dopo aver appreso quanto accaduto nell'oramai famoso bar del centro storico del capoluogo siciliano.

Cacciato dal bar perché nero

Siamo nel centro storico di Palermo, a pochi passi dal Teatro Massimo.

Yacob Said, ragazzo dalla pelle nera e residente da svariati anni in Italia, aveva deciso di sostare presso uno dei vari bar del centro storico di Palermo e, non appena sedutosi al tavolino del bar, è stato costretto ad assistere ad una scena d'altri tempi: il cameriere si avvicina a lui cacciandolo dal bar perché nero. Quella che inizialmente poteva sembrare a tutti gli effetti una gaffe del cameriere, si trasforma in pochi istanti in un vero e proprio atto di razzismo, poiché il cameriere gli avrebbe riferito che doveva alzarsi dal tavolino del bar perché un nero non se lo può permettere, poiché la maggior parte dei neri sarebbero dei mendicanti, chiederebbero l'elemosina. A nulla è servito cercare di riparare alla brutta gaffe rimediata, Yacob si è alzato indignato ed è andato via dal bar.

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Politica

Episodio da condannare, pregiudizi peggio delle armi

Yacob ha lasciato il bar dopo essere stato cacciato via perché nero senza gridare o senza alcuna rappresaglia, ha fatto notare il torto e dopo essersi allontanato dall'attività commerciale nel cuore di Palermo, ha deciso di rendere noto l'accaduto attraverso i social network, comunicando l'episodio e soprattutto il nome del bar. Il titolare dell'esercizio commerciale ha cercato di giustificare il ragazzo del servizio ai tavoli dicendo che lo aveva confuso con un vucumprà e che non intendeva offendere nessuno.

Si ritiene, unitamente al suo staff, contrario al razzismo e ha aggiunto che in qualsiasi momento il ragazzo vittima della gratuita offesa sarà il benvenuto.

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