È ammissibile o no che gli anziani possano pronunciare bestemmie e parolacce mentre giocano a carte nei centri sociali a loro riservati? È questo l’interrogativo che sta incuriosendo e facendo discutere milioni di italiani nelle ultime ore, dopo la notizia arrivata da Frascati, paese dei Castelli Romani, situato alle porte della Capitale. La direzione del centro sociale diurno autogestito della cittadina laziale, in accordo con l’amministrazione comunale, ha infatti stabilito, con apposito avviso apposto pubblicamente, la sospensione per un mese del gioco delle carte, con decorrenza dalla data di martedì 1 maggio, a causa del presunto comportamento incivile tenuto da alcuni frequentatori del centro.
A spingere la struttura collegata con il Comune a questa decisione, sarebbero state le reiterate proteste di alcune famiglie residenti nella zona, esasperate dalle continue, e irripetibili, bestemmie e parolacce, udite anche dai loro figli minori. Ma non tutti sono d’accordo con questa decisione, tra questi lo scrittore Giordano Tedoldi.
Niente carte per colpa di parolacce e bestemmie: l’opinione favorevole del Comune di Frascati
“Ripetute sollecitazioni indirizzate ai frequentatori del gioco delle carte, di attenersi a un comportamento di civile convivenza, non hanno prodotto alcun risultato. La situazione non è più sostenibile, pertanto a partire dal 1 maggio e per la durata di un mese il gioco delle carte è sospeso”.
È questo il contenuto della comunicazione affissa sulle pareti del centro sociale diurno autogestito ‘Giacomo Matteotti’ di Frascati. Decisione appoggiata in pieno dal consigliere comunale con delega al centro anziani, Marco Lonzi (Lista Civica Mastrosanti), il quale, intervistato da Repubblica, si dice d’accordo con la decisione della direzione, ma precisa che la responsabilità del turpiloquio utilizzato sarebbe solo di una “piccola minoranza”. Tra l’altro, rivela Lonzi, non sarebbe la prima volta che gli arzilli vecchietti bestemmiatori frascatani vengono richiamati all’ordine.
Lo scrittore Giordano Tedoldi contrario a un 'divieto incomprensibile'
Chi, al contrario di Lonzi, si dichiara “del tutto solidale con gli anziani” di Frascati, “colpiti da un divieto” a suo dire “incomprensibile”, è lo scrittore Giordano Tedoldi in un lungo articolo pubblicato dal quotidiano Libero.
L’autore, tra gli altri, del romanzo I segnalati (Fazi, 2013), si prende gioco del comunicato emesso dal centro anziani parlando di “ipocriti motivi di decoro”. Secondo Tedoldi risulta “ridicolo” volersi mettere ad insegnare l’educazione a quelli che lui stesso definisce bonariamente “vecchi” che, tra l’altro, hanno ancora a disposizione “poche primavere da godersi”. Insomma, insorge lo scrittore classe 1971, giocare a carte è una cosa seria e, quindi, è più che ammissibile lasciarsi scappare qualche “Cristomaria” (cit. ‘Vita di Alberto Pisani’ di Carlo Dossi) contro il tuo compagno incapace che commette un errore marchiano. Una situazione che potrebbe scandalizzare solo qualche “zelante” o qualche “bigotto” o qualcuno che, nel caso di Frascati, vorrebbe “farsi bello davanti al Comune o ai capibastone del Centro sociale”.
Tutta colpa del “neopuritanesimo che ci ammorba”, chiosa Tedoldi che individua la soluzione al problema bestemmie in uno “statuto speciale per i vecchi” che conceda loro, e a tutti coloro che praticano il gioco delle carte, di utilizzare il turpiloquio.