Si è spento a Roma l'ultimo erede della grande dinastia di attori e registi napoletani Di Filippo, quella che avuto origine con il grande Eduardo e suo fratello Peppino.

Luigi De Filippo aveva 87 anni e come suo padre e suo zio aveva intrapreso la carriera di attore, regista e commediografo. Era nato anche lui a Napoli, nel 1930, ed aveva recitato fino all'ultimo: risale allo scorso gennaio la sua ultima interpretazione teatrale, con "Natale in casa Cupiello",di scena al Parioli di Roma. Luigi era il direttore artistico del noto teatro romano e di conseguenza la camera ardente sarà allestita proprio all'interno del teatro, dal prossimo lunedì, mentre il giorno dopo si terranno, sempre a Roma, i funerali.

Una famiglia di artisti

Con Luigi scompare l'ultimo rappresentante della più grande famiglia del teatro italiano, di cui non dimenticheremo mai i capolavori, che rimangono sempre attuali e le che sono considerati una porzione fondamentale della cultura italiana. Forse Luigi era l'ultimo erede della tradizione teatrale napoletana, portata ai massimi successi dalla sua famiglia e a sua volta originatasi dal teatro storico di Eduardo Scarpetta. Figlio d'arte a tutti gli effetti: suo padre era Peppino De Filippo, conosciuto ai più come "spalla" del grande Totò in numerose pellicole e grande attore di teatro, e Titina e Eduardo erano i suoi zii. Anche suo cugino Luca, scomparso tempo fa, aveva intrapreso la carriera teatrale perchè i "De Filippo" il teatro l'avevano nel sangue.

L'ultimo lavoro di Luigi è stato il capolavoro dello zio, andato in scena lo scorso inverno, nello stesso teatro che curava da anni e che aveva intitolato a suo padre.

La vita

Nel suo lavoro di gli è sempre stata accanto la moglie, Laura Tibaldi, che lo sosteneva anche nella gestione delle compagnie. L'attore Luigi era meno essenziale di suo zio ma con la stessa vena comica velata di amarezza di suo padre, che spesso nella vita lo ha irrimediabilmente sottoposto ad un confronto.

Anche se il suo volto somigliava a quello dello zio e del padre, la sua voce era diversa,con un proprio timbro ed un corpo bonario ma ironico. Negli anni Luigi ha scritto diversi libri e progettato recital; ne avrebbe terminato uno fra poco in cui si raccontava del teatro di suo zio Eduardo, spietato e crudele ma vero, e di suo padre, più ironico e leggero, nonché di sua zia Titina, l'unica "Filumena Marturano".

Il padre e lo zio non si erano rivolti la parola per anni, perchè avevano punti di vista artistici differenti, e Luigi riuscì a farli riabbracciare. Era anche un musicista: la zia Titina lo aveva introdotto alla musica e al pianoforte, ma la sua passione più grande gli fece abbandonare gli spartiti. Debuttò a 21 anni nella compagnia di suo padre Peppino,e nel '78 fondò la sua Compagnia di Teatro,riscuotendo molto successo. Sono suoi i testi, italiani e napoletani, della "Commedia del Re buffone e del buffone Re", di "Storia strana su una terrazza romana" e di "Come e perché crollò il Colosseo", ma soprattutto della sua opere migliori: "La fortuna di nascere a Napoli' e "Buffo napoletano".