Lo stromboli è un vulcano attivo, considerato un "osservato speciale": alla fine dell'anno scorso la Protezione Civile aveva diramato un'allerta "gialla" basata essenzialmente sui rilievi effettuati dalle reti di monitoraggio, che avevano registrato importanti variazioni dei parametri normalmente osservati, sia sismici che geochimici.

L'imprevedibilità dello Stromboli

L’allerta gialla, prevede infatti, l'attivazione della cosiddetta " fase operativa di attenzione” secondo il Piano Nazionale di Emergenza per le Isole Eolie: l'innalzamento del livello di allerta, determina il potenziamento assoluto di tutto il sistema di monitoraggio del vulcano, nonché l'immediata attivazione dei raccordi informativi tra le strutture operative della Protezione Civile e la Comunità Scientifica.

Il dipartimento infatti sottolineava già agli inizi di quest'anno, la necessità di questo potenziamento, in quanto alcune fenomenologie dello Stromboli sono del tutto imprevedibili e soprattutto improvvise. La Protezione Civile inoltre, poneva specifica attenzione sul rischio rappresentato da questo vulcano: anche quando il livello di allerta rimane "verde", il rischio esiste e nel caso dello Stromboli in particolar modo, l'aumento dei fenomeni può avvenire in modo repentino.“

Una potente esplosione

Un improvvisa eruzione è arrivata senza preavviso, nella giornata di martedì 24 aprile: una serie di forti esplosioni si sono verificate in mattinata, culminando in un evento eruttivo fortissimo intorno alle ore 11.06.

Questa eruzione si è subito distinta in maniera netta dalla normale attività del vulcano, alzando una colonna di fumo e cenere, in seguito sparsi nell'aria, e arrivati fino a Ginosa.

Al momento l'attività rimane in costante monitoraggio da parte dell'Istituto Nazionale di Vulcanologia e Geo-fisica e dalla Protezione civile.

L'eruzione del 1930

L'eruzione più disastrosa dello Stromboli risale alla data dell' 11 Settembre 1930: si evacuarono molte abitazioni e molta gente abbandonò la zona.

Quel giorno, dopo un'attività vulcanica modesta che durava già da un po' di tempo, si verificò una forte esplosione dal cratere, posto a 750 metri di altitudine. Lapilli e rocce furono scagliati nel cielo dalla grandiosa bocca eruttiva. Diversi ricaddero sul terreno dell'isola, altri in mare, sollevando enormi colonne d'acqua. I massi più grossi raggiungevano un peso di 150 kg e colpendo alcune case, fecero diverse vittime.

Da una fenditura posta invece al di sotto del grande cratere, fu espulsa una massa rovente di gas e cenere.

Lo Stromboli oggi, con un eruzione potente, potrebbe dar vita ad uno scenario apocalittico in maniera imprevista: i sistemi di monitoraggio sono certamente avanzati, ma la zona dopo questo ultimo avvenimento, è ora ai massimi livelli di allerta.

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