Il vulcano Marsili è attivo. Una fortissima scossa di magnitudo 4.4 è stata registrata nel Mar Tirreno due giorni fa alle 21:15, mentre nelle 48 ore consecutive è stato registrato uno sciame sismico importante sull'Etna, di magnitudo 2.4. Anche lo Stromboli, nel frattempo, ha dimostrato attività sismica: un boato che ha scosso l'intera popolazione, provocato da un'esplosione proveniente dal cratere del vulcano. L'ipocentro della scossa di terremoto è stato localizzato a 389 km di profondità, negli abissi del Mar Tirreno, il gigante Marsili si è risvegliato.

Il vulcano più vecchio del continente

Il vulcano Marsili, insieme al Magnaghi e al Valivov, forma un gruppo pericoloso all'interno dell'arco Eoliano, a ben 3000 metri di profondità. Mentre il Magnaghi è un vulcano spento, Il Marsili e il Valivov sono due vulcani attivi. Il cratere del Marsili si trova nel Tirreno sud-orientale a 70 km a Nord delle Isole Eolie. Il gigante si estende per gli infiniti 70 km di lunghezza e i notevoli 30 km di larghezza, e raggiunge quota a 450 metri sotto il livello del mare.

La preoccupazione degli esperti

La pericolosità del vulcano è legata principalmente a diversi fattori: il più importante sembra essere riferito alla continua nascita di crateri secondari alle pendici del colosso. Questi crateri indicano infatti l'intensa attività sismica e vulcanica di questo antico gigante.

Quindi se il Marsili esplode, la prima gravissima conseguenza è un maremoto che raggiungerebbe le Eolie in meno di 15 minuti per estendersi immediatamente verso la Calabria, la Sicilia del Nord e la Campania.

Il rischio è reale: nessuno potrà prevedere per tempo quando il Marsili erutterà. Nonostante le reti sismografiche e i vari punti di allerta, l'esplosione del Marsili sarà violenta e rapida, dando luogo a un fortissimo evento sismico sottomarino.

Un antica predizione

Eppure qualcuno l'aveva detto: le previsioni dell'astrologo e medico francese Michel de Nôtre-Dame, conosciuto come nostradamus, all'interno delle sue "quartine", l'aveva previsto già nel 1500.

Dopo aver azzeccato persino l'elezione di Donald Trump, Nostradamus aveva azzardato altre "predizioni" che parlano di terremoti ed eruzioni vulcaniche proprio nel 2018. All'interno dei suoi enigmatici scritti, in continuo oggetto di studio, il medico francese aveva posto l'attenzione sul Vesuvio, gigante napoletano definito attivo, definendo questi eventi catastrofici "il passaggio di Attila, flagello di Dio".

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E se invece avesse parlato proprio del Marsili?

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