L'utilizzo sempre più diffuso di pesticidi e sostanze chimiche nell'agricoltura continua a mettere a rischio la nostra salute. A ribadirlo è stata una delle ultime analisi effettuate sull'acqua superficiale e in profondità nell'intera penisola italiana: secondo quanto riscontrato, nell'acqua che beviamo ci sono più di 259 tipologie di sostanze tossiche tra cui il glifosato. La situazione descritta dall'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) riguarda in maggior misura alcune aree dell'Italia, nelle quali sono stati predisposti controlli più frequenti.

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Il rapporto dell'Ispra sulle acque italiane

Nelle scorse ore, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale ha reso noti i risultati ottenuti dalle analisi delle acque superficiali che bagnano l'intera penisola italiana. Quanto descritto dall'Ispra ha messo in luce una situazione tanto allarmante quanto pericolosa per la salute, per via del fatto che è emersa la grande contaminazione da parte dell'aldicarb: si tratta di un potente insetticida che si degrada con molta difficoltà, passando invece molto facilmente nelle falde acquifere grazie all'azione delle piogge.

Tale sostanza particolarmente nociva per la salute umana e non è stata riscontrata nel 67% dei 1.554 siti in cui sono stati prelevati campioni di acqua. Ma non finisce qui: l'analisi è stata condotta anche in profondità, dove è stata invece riscontrata la presenza dell'atrazina. Quest'ultimo è un principio attivo presente in alcuni erbicidi ed è stato più volte oggetto di studi approfonditi legati alla possibile cancerogenicità; anche se non tutti i test sono stati concordi, è accertata la pericolosità nei confronti delle ovaie dei criceti e la femminizzazione degli esemplari maschi di alcune specie animali come gli anfibi. Infine il glifosato è stato ritrovato nel 48% dei siti esaminati.

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Le zone maggiormente inquinate

Quanto è emerso dal quadro delineato dall'Ispra è stato poi integrato dal Ministero dell'Ambiente, il quale ha specificato le aree maggiormente coinvolte dall'inquinamento. Tra le regioni italiane, quella del Veneto, del Piemonte, dell'Emilia Romagna, della Toscana e del Friuli-Venezia Giulia sono le più colpite e proprio per questo motivo si è deciso di effettuare un numero più elevato di controlli in tutta l'Italia del Nord.

La presenza di prodotti pericolosi come pesticidi ed erbicidi è stata riscontrata anche in Sicilia con un esito positivo nel 60% dei punti esaminati. Nonostante questi dati allarmanti, l'Ispra ha comunque registrato rispetto agli anni passati un calo del 36,7% della vendita dei prodotti tossici e molto tossici; al contempo però Rossella Muroni, ex presidente della Legambiente, ha fatto notare come siano state trovate sostanze vietate persino da 10-20 anni.

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