Castelluccio di Norcia non ha pace. I terremoti del 2016 l'hanno praticamente raso al suolo, la prossima fioritura tra giugno e luglio, che regala uno spettacolo naturalistico unico al mondo, potrebbe essere destinata a un epilogo velenoso: al momento non c'è l'autorizzazione a parcheggiare su porzioni di terreno del Pian Grande. Il rischio di andare verso un caos viabilità nei weekend clou è altissimo, con un ulteriore danno per gli operatori economici del borgo già piegati dal sisma che continua, per altro, a farsi sentire [VIDEO], soprattutto nel versante marchigiano. Nei giorni scorsi, come riporta il sito web del Comune di Norcia, presso la Prefettura di Perugia, si è tenuto un incontro tra il prefetto Raffaele Cannizzaro e il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno, al quale erano presenti anche esponenti della Regione Umbria, il presidente dell’ Ente Parco Nazionale dei Monti Sibillini, Oliviero Olivieri, il questore di Perugia, Giuseppe Bisogno, e ingegneri della Provincia di Perugia, oltre che esponenti delle forze dell'ordine e rappresentanti di Anas, della Prefettura e della Provincia di Macerata.

Il sindaco ha evidenziato la criticità della situazione, ricordando che una recente sentenza del Commissario degli Usi civici ha espressamente detto che lì, all'ombra del monte Vettore, nel cuore dei Sibillini, non si parcheggia.

Rischio caos viabilità

La sentenza che vieta la sosta delle auto sul Pian Grande nasce da un vecchio sequestro di un'area che, prima del Terremoto, era stata adibita a parcheggio proprio nei giorni della fioritura. Insomma, reiterare il reato per il sindaco non è la soluzione più idonea ed è per questo che ha chiesto alla Prefettura e alle forze dell'ordine di aiutarlo a trovare una soluzione. Perché se non si dovesse trovare il rischio è quello di andare a creare un ingorgo senza precedenti, per altro a Castelluccio ci si arriva soltanto dalla provinciale 477 che lo collega a Norcia e per Arquata del Tronto, mentre la strada per Visso è tuttora inagibile.

Insomma, sarebbe complicato anche far defluire i mezzi.

Ipotesi navette, ma non piacciono

Se il Commissario agli Usi civici non concederà la possibilità di adibire uno spazio a parcheggio, di soluzioni alternative per far arrivare i turisti a Castelluccio non sono molte. La più semplice e forse l'unica, sarebbe quella di istituire delle navette che da Norcia fanno la spola con il paese. Se l'amministrazione comunale sarà costretta a questa soluzione di certo andrà incontro alle polemiche dei castellucciani, come era stato anche lo scorso anno. I commercianti e anche gli stessi agricoltori e allevatori del luogo ritengono inammissibile che il paese non possa essere raggiunto liberamente con i propri mezzi. A loro dire questo non consente ai turisti di godere appieno della bellezza e del luogo e ne risentono inevitabilmente anche gli affari. Per altro istituire le navette da Norcia significa individuare aree parcheggio a ridosso delle mura della città di San Benedetto e questo costituisce un altro problema, dato che per far fronte all'emergenza sisma, molti spazi sono stati occupati da strutture provvisorie.

La 'perla' ferita che tenta di rialzarsi

Castelluccio è la "perla" dell'Appennino umbro-marchigiano, ma da oltre 20 mesi è un "gioiello" spezzato dal sisma. Quasi la totalità delle abitazioni che componevano il borgo sono da radere al suolo per i danni subiti dalle ripetute e violente scosse. Molte demolizioni sono state già eseguite, altre sono in corso d'opera. Nel frattempo sono in via di costruzioni alcune strutture dove verranno delocalizzati ristoranti e negozi. La più significativa è il cosiddetto "deltaplano" che ospiterà 7 ristoranti e un bar [VIDEO]e sono in via di ultimazione anche tre caseifici. Per la ricostruzione reale di Castelluccio si dovrà attendere invece anni, così come per tutti gli altri paesi del Centro Italia colpiti dal terremoto.

Semina ultimata

E' terminata, invece, la semina della famosa lenticchia di Castelluccio. Adesso non resta che attendere la nascita delle piante che contribuiranno alla famosa fioritura tra fine giugno e inizio luglio. Poi ad agosto si passerà al raccolto della lenticchia e alla sua lavorazione. Arriverà sulle tavole di tutto il mondo a ottobre.