Diversi dirigenti scolastici, in collaborazione con un gruppo di pediatri, hanno deciso di redigere un documento che ha lo scopo di porre un freno alla crescente aggressività dei genitori [VIDEO] verso alcuni docenti. Il documento prevedere la realizzazione di una piattaforma online ad hoc. Alcune testate giornalistiche riportano che il nome di tale portale web sarebbe: eTutorWeb. In tanto, in collaborazione con il policlinio Gemelli e della polizia postale di Roma, sono in fase di realizzazione i corsi di 'sopravvivenza' per gli insegnanti, tale iniziativa è stata portata avanti dall'Associazione nazionale presidi di Roma e Lazio.

Meno chat su WhatsApp per quietare gli animi

Stando all'opinione dei presidi e dei pediatri, vi è una serie di regole che per i genitori sarebbe proficuo seguire prima di intraprendere le animose discussioni sulla piattaforma di WhatsApp [VIDEO].

In primo luogo, si rimarca l'importanza della riflessione che deve precedere il giudizio in merito a un fatto e la libera espressione della propria opinione.

In secondo luogo, è esposta la necessità di evitare ogni caduta nel vittimismo, un atteggiamento, che per costituzione spinge a non affrontare nel modo corretto le difficoltà. Bisogna cercare poi di trovare una soluzione ai problemi avvalendosi del dialogo e del libero, e soprattutto pacifico, confronto intersoggettivo evitando di scadere nella violenza. Vi è rimarcato come non sia un bene sottovalutare le segnalazioni degli insegnanti, bisogna bensì valutarle con la dovuta attenzione e capacità critica. Si consiglia inoltre di evitare quegli stati emotivi che corrispondono all'ansia da notifica, è bene silenziare il gruppo WhatsApp di tanto in tanto.

Perché proprio WhatsApp?

Secondo il presidente dell'Associazione nazionale dei presidi, Antonello Giannelli, WhatsApp, sebbene il suo scopo precipuo sia quello di favorire e facilitare la comunicazione, certe volte finisce paradossalmente per creare un cortocircuito comunicativo: all'interno dei gruppi dei genitori spesso si intravede un'esasperazione della razionalità e contagiosi stati d'ansia. Il tutto in un contesto generale in cui viene meno il principio di autorità in quanto, afferma Giannelli, non vengono più rispettati coloro i quali sono investiti di una carica. Naturalmente le aggressioni fisiche sono quelle che fanno più notizia, ma sono largamente diffusi anche episodi di violenza verbale, che sempre più spesso trova il suo focolare originario nei gruppi social.