La sorella di Massimo Giuseppe Bossetti, Letizia Bossetti, il giorno 11 maggio ha patteggiato un anno e 4 mesi con la sospensione condizionale. Il reato imputato alla gemella di Massimo Bossetti è quello di aver simulato due aggressioni.

Gli episodi incriminati

Il primo episodio, secondo le denunce riportate allora, risalirebbe al 29 agosto 2014, il secondo al 5 settembre dello stesso anno. La donna dichiarò di essere stata nel primo caso minacciata solo a livello verbale da alcune persone a lei sconosciute, nel secondo, invece di essere stata addirittura aggredita fisicamente da due individui che con un cappuccio celavano la loro identità.

Episodi senz'altro inquietanti, considerando anche il clamore e l'isteria generale che il processo a carico del fratello, Massimo Giuseppe Bossetti, al momento condannato all'ergastolo ed in attesa di Cassazione il 12 ottobre 2018, ha generato. Secondo le parole della sorella la causa di questi atti di violenza sarebbe da ricercare nel fatto che lei si sia sempre battuta per l'innocenza del fratello.

Laura Bossetti assente in aula, sceglie di patteggiare

Sembra quindi non avere pace il muratore di Mapello. Solo pochi giorni fa era venuta a mancare la madre, Ester Arzuffi, di 70 anni, colpita da un male inguaribile. I funerali della donna si sono svolti il 1 maggio nella chiesa della Dorotina, un quartiere di Mozzo (Bergamo). Presente per l'ultimo saluto anche il figlio, Massimo Bossetti, che ha ricevuto il permesso di partecipate al rito funebre.

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Cronaca Nera

Laura Bossetti quindi, ancora scossa dalla dipartita della madre, giovedì mattina, assistita dal suo avvocato, Benedetto Maria Bonomo ha scelto il patteggiamento davanti al giudice Stefano Storto. La donna non era presente in aula.

Stando a questa decisione di patteggiare, quindi, sembrerebbe che la gemella del presunto assassino di Yara Gambirasio, si sia inventata alcune aggressioni. Ma per quale motivo avrebbe dovuto?

Molti i misteri che circondano questi avvenimenti. Basti pensare che vi furono autorevoli giornali a riportare la notizia di alcune altre aggressioni, anche violente, ai danni di Laura Bossetti. In un articolo della Stampa del 24/02/2015 si parla addirittura di un'altra aggressione dove due uomini avrebbero spinto la donna in un ascensore, minacciandola con un taglierino, e picchiandola fino a farla svenire.

In questo caso in ospedale le furono diagnosticate "3 costole rotte e 3 incrinate, trauma cranico e lividi su viso e corpo. Il tutto guaribile in trenta giorni".

Nei due episodi contestati però, sarebbero le stesse telecamere comunali poste nei luoghi dove sarebbero avvenute le aggressioni, a smentire categoricamente la parole della donna. Per questo la Procura di Bergamo l'aveva iscritta nel registro degli indagati.

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