Ennesima tragedia tra le acque. Questa volta il mare ha inghiottito una giovanissima vita, insieme ai suoi genitori. I corpi senza vita della famigliola sono affiorati dalle acque solo molte ore dopo l'incidente. A fare la tragica scoperta sono stati gli ufficiali della Guardia di Finanza, impegnati in un servizio di controllo del territorio nella zona marina a largo di Terracina (Latina), sul litorale Pontino. Le generalità delle tre vittime sono state accertata solo nel pomeriggio del giorno del sinistro.

Le vittime

Si tratta di Luigi Iacobucci, 32enne imprenditore di Mondragone, in provincia di Caserta, della sua fidanzata Digne Cappe, 31 anni di età, origini cubane, e la loro figlioletta di appena quattro anni, Sofia.

Le due donne, madre e figlia, sono state rinvenute strette in un abbraccio. A quanto apprendiamo, secondo le prime indiscrezione degli inquirenti, sembrerebbe che i tre sarebbero rimasti vittima di un incidente in mare: mercoledì scorso, 2 maggio 2018, infatti, erano usciti in acqua scooter (moto d'acqua) nelle acque della costa Domizia per una passeggiata di piacere. In stato di choc la famiglia dell'imprenditore 32enne che gestiva con il fratello una catena di supermercati nella provincia di Latina, precisamente tra i paesi di Minturno e Scauri. Pierluigi, a detta di chi lo conosceva, era un uomo riservato e molto sensibile.

Il ritrovamento

La piccola Sofia, assieme alla madre, è stata ritrovata da una motovedetta della Guardia Costiera di Terracina di stanza presso la capitaneria di porto di Gaeta (LT).

Le due donne sono state rinvenute a largo della costa, a circa un miglio dalla foce di Canneto, territorio di confine tra i comuni di Fondi e Terracina. La madre recava addosso un giubbotto di salvataggio. I corpi senza vita si trovavano in un avanzato stato di decomposizione, dovuto alla permanenza in acqua per molte ore. Dalla ricostruzione degli investigatori, Iacobucci avrebbe deciso di avventurarsi nella foce del Garigliano, acque dove il mare è più agitato, e in questo modo avrebbe perso il controllo del mezzo che conduceva. In un primo momento gli investigatori avevano pensato ad un probabile naufragio di un'imbarcazione di migranti. Solo quando l'intera area è stata dettagliatamente perlustrata senza rinvenire altri corpi in mare, questa ipotesi è stata accantonata. Sul caso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Terracina ha aperto un'inchiesta.