Dalla cronaca internazionale emerge un nuovo caso di lotta dura all'islam. Giovedì il cancelliere austriaco Sebastian Kurz ha annunciato la chiusura di 7 moschee e l’imminente espulsione di un gruppo di imam, rendendosi sempre più il volto dello schieramento che si oppone duramente all'islam estremista. Secondo le dichiarazioni del vice-cancelliere Strache: “Si è soltanto all'inizio”. La decisione arriva in un montante clima di islamofobia, ovvero la paura irrazionale e talvolta immotivata della cultura musulmana, diffuso non solo in Austria ma ormai nella maggior parte dell'Europa.

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Delle moschee chiuse, sei fanno parte della Comunità di culto arabica, mentre una è sospettata di essere sotto l’influenza del gruppo islamo-fascista dei “Lupi grigi”. Per quanto riguarda i religiosi, dei 250 presenti su suolo austriaco, 40 sono indagati per violazione della legge sull'Islam e per finanziamenti illeciti dall'estero. Le indagini erano iniziate ad aprile, dopo che si era venuti a conoscenza che in una moschea viennese legata all'Atib - ovvero l’Unione turco islamica per la cooperazione sociale e culturale - era stata messa in scena una rievocazione della battaglia di Gallipoli, simbolo della resistenza turco-ottomana contro l'imperialismo europeo.

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Alcune foto della rievocazione mostrano bambini che venivano fatti sfilare vestiti da soldati, mentre altri si fingevano morti e venivano coperti da una bandiera turca. L’Atib in Austria si è dissociata. Anche gli imam indagati sono legati all’Atib, che rappresenta oltre 100 associazioni con un totale di più di 100mila membri.

Matteo Salvini soddisfatto della decisione

Dall'estero giungono pesanti critiche dalla Turchia: tramite un tweet, il portavoce del presidente turco Erdogan ha espresso il profondo disaccordo del governo turco con le misure prese dall'Austria, attribuendole ad un'ondata discriminatoria e islamofoba presente nel Paese.

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Curiosità

Successivamente, ha aggiunto che le pratiche ideologiche austriache violano i principi del diritto universale. Dall'Italia invece Matteo Salvini ha approvato le misure prese, annunciando di voler incontrare il suo omologo austriaco per poter discutere delle linee d’azione.

Cos'è una fobia e come si sviluppa

Il susseguirsi dei vari attentati a stampo religioso estremista perpetrati da islamisti radicali ha fatto diffondere in tutta Europa un clima di avversione a tutto ciò che riguarda il mondo islamico.

In alcune zone però, a causa dell'attività istituzionale e degli organi di stato, si è sviluppata una vera e propria fobia dell’Islam, l’islamofobia. Ma cos'è effettivamente una fobia? Essa altri non è che una paura intensa e persistente provata per una specifica cosa, anche nel caso in cui non rappresenta una reale minaccia.

Chi soffre di una fobia tende ad evitare qualsiasi tipo di contatto con ciò che teme.

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Le fobie non sembrano avere un particolare significato simbolico dell’inconscio, sono semplicemente frutto di esperienze di apprendimento errato ed involontario nei confronti di qualcosa.

Più semplicemente una fobia è un meccanismo di difesa del cervello che tenta in tutti i modi di evitare il ripetersi dell’emozione di ansia provata alla prima esposizione con l’oggetto della fobia. Una fobia però potrebbe anche non essere frutto di esperienze “traumatiche” vissute in passato.

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Se rivolta verso gruppi di persone, può essere instillata in un individuo tramite sovraesposizione a notizie terribili legate al gruppo stesso, inducendo la persona a generalizzare tutti membri nella piccola frazione responsabile degli eventi orribili. In pratica, sfruttando tecniche di condizionamento per sovraesposizione, i governi europei potrebbero essere i responsabili di tutta la paura che aleggia in Europa, favorendo, in un certo senso, la proliferazione di ideologie estremiste, sia dal lato islamico che da quello europeo.

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