Coldiretti smentisce le news circolate nelle ultime ore secondo le quali ci sarebbe un "progetto Italico", ovvero una miscela contenente solo il 50% di olio italiano. Il prodotto di cui si vocifera da giorni è stato subito attaccato dalle organizzazioni per la salute dei consumatori che hanno chiesto al Governo di tutelare l'olio Made in Italy. Sono state indette petizioni dal Cno, il Consorzio degli olivicoltori, e da Konsumer Italia, contro le nuove miscele che rinvigorirebbero il mercato dell"'Italian sounding" [VIDEO], ovvero quello dei prodotti stranieri che scopiazzano il Made in Italy, come il Parmesan o la Mozzarilla canadese.

La smentita

Sembra che la notizia sia tutta una montatura.

Non c'è infatti alcun riferimento, afferma Coldiretti, al nome Italico e neppure alle miscele di olio italiano Evo con oli stranieri importati nei contratti di filiera promossi dalla stessa Coldiretti, da Unaprol, Federolio e dalla Filiera Agricola Italiana, ovvero negli accordi destinati alle aziende italiane che producono e confezionano il prezioso liquido. Coldiretti per prima ha affermato che si tratta di una grande bufala, una fake news destinata a far crollare gli accordi mirati a favorire l'olio italiano, che dev'essere prodotto con olive coltivate e lavorate nel nostro Paese. L'accordo che riguarda l'olio ha un potere economico contrattuale che si aggira sui 50 milioni di euro e più, è conteggiato su oltre 10 milioni di chilogrammi di prodotto ed è stato studiato appositamente per tagliare fuori dalla filiera intermediari e speculatori.

Secondo Coldiretti chi ha lanciato la falsa notizia non ha a cuore il Made in Italy, al contrario degli agricoltori e dei consumatori che trarrebbero invece un enorme beneficio dal contratto, in termini di pianificazione produttiva per i primi e di prezzo minimo garantito per i secondi.

Un nome che inganna

Il nome “Italico” ha scatenato un pandemonio soprattutto perché non garantisce la derivazione nazionale, oltre alla qualità. È stato subito additato come un inganno dagli addetti ai lavori che temevano un accordo che desse il via libera a miscele contenenti solo la metà di olio italiano. Un olio del genere potrebbe far pensare alla qualità, così come non garantiscono l'eccellenza le diciture “100% Made in Italy” o “100% italiano”, dal momento che garantiscono solo la provenienza del prodotto. In realtà già in passato è successo che l'annata non fosse molto prolifica e se gli ulivi non sono "carichi" si hanno scarse probabilità di avere il 100% di olio totale di qualità superiore. Se il clima è sfavorevole le tonnellate di raccolto sono minori per cui si può andare incontro a frodi alimentari e il contenuto della bottiglia non sempre è quello che ci si aspetta [VIDEO].