A Sarasota, in Florida, un uomo di 71 anni è deceduto a causa dell'ingestione di ostriche crude.

Il 71enne due giorni prima in un ristorante avrebbe consumando un pranzo a base di pesce, nel corso del quale era prevista anche una portata di ostriche crude che si sarebbero rivelate fatali.

Vibrio vulnificus: il batterio che ha ucciso l'uomo

Il decesso risale allo scorso 10 luglio, due giorni dopo il pranzo dell'uomo al ristorante.

Secondo quanto riferito dal Dipartimento della Sanità della Florida, le ostriche erano contaminate [VIDEO] da un batterio carnivoro chiamato 'Vibrio vulnificus'. Inizialmente il settantunenne ha avuto delle eruzioni cutanee, problemi respiratori e vomito.

Tutti questi sintomi hanno inizialmente fatto pensare ad una reazione di tipo allergico causata dal cibo ingerito.

La situazione però non è migliorata e l'uomo ha iniziato a peggiorare fino a quando i medici hanno rivelato che il paziente era stato infettato dal batterio carnivoro sopra citato. Due giorni dopo il pranzo è avvenuto il decesso. Il batterio in questione non ha lasciato scampo, poiché essendo un batterio carnivoro si nutre della carne del corpo con cui è entrato a contatto.

Le caratteristiche del batterio

Il Vibrio vulnificus è un batterio del tipo Gram-negativo che vive nelle acque costiere ed è più presente nel periodo tra maggio e ottobre, cioè nel corso dei mesi in cui l'acqua è più calda. Il contagio avviene [VIDEO] attraverso l'ingestione di molluschi crudi contaminati.

Nella maggior parte dei casi, le persone che vengono a contatto con il Vibrio, hanno un'elevata percentuale di morte (50%) motivo per cui è necessario intervenire tempestivamente con l'uso di antibiotici.

I sintomi possono essere i seguenti: vomito, diarrea e dolore addominale. Coloro che invece hanno un sistema immunitario compromesso o problemi al fegato, possono incorrere in conseguenze più gravi che possono anche portare alla morte del contagiato.

Il contagio può sfociare in gastroenterite acuta o setticemia. Le infezioni da Vibrio colpiscono in maniera peggiore i maschi: l'85% di uomini infettati hanno sviluppato shock endotossico.

L'agente patogeno fu isolato per la prima volta nel 1976. L'innalzamento delle temperature stagionali e la riduzione dei livelli di salinità costiera sembrano favorire una maggiore concentrazione del batterio all'interno dei molluschi, in particolare nelle ostriche.