Nel 2013, così si esprimeva il comitato di Genova che cooordinava i movimenti contrari alla Gronda, la bretella autostradale progettata per alleggerire il traffico autostradale passante in città e mai realizzata, a proposito del paventato crollo del ponte Morandi [VIDEO]: "ci viene raccontata a turno, la favola del crollo imminente del ponte Morandi". In questi tristi giorni abbiamo appreso che non era una favola.

Il comunicato del comitato no Gronda rilanciato dal Movimento 5 stelle

Il comunicato completo fu all'epoca fatto proprio e rilanciato dal Movimento 5 stelle, che lo pubblicò integralmente sul proprio sito, salvo poi toglierlo dopo il crollo.

In esso, dopo un'introduzione in cui si sottolinea come la proposta di realizzazione della Gronda di ponente, fatta propria dall'allora presidente della Regione Liguria, non fosse basata su dati oggettivi, affermava che tale percorso autostradale fosse "lontano dagli interessi dei cittadini", nonchè economicamente e socialmente insostenibile. Riguardo alla possibilità del crollo del ponte Morandi il Coordinamento affermava inoltre, che la stessa relazione di Autostrade per l'Italia, conteneva l'affermazione che "il ponte Morandi sarebbe rimasto integro per altri cento anni". Il comunicato passava poi ad affermare l'urgenza di affrontare altre emergenze a loro dire ben più reali, come il dissesto idrogeologico del territorio. La conclusione fu quella di definire la Gronda, come un'opera che nasceva obsoleta e con la proposta alternativa, di incentivare l'uso del mezzo pubblico e di dirottare il traffico merci sulla linea ferrata.

Cosa è davvero la Gronda

Ma per sapere cosa sia la Gronda, andiamo a vedere sul sito di Autostrade per l'Italia, dove si descrive l'opera, come un tracciato autostradale che si raccorda con i caselli di Genova est, Genova ovest e Bolzaneto, bypassando in pratica la parte centrale della città, per ricongiungersi con l'A10 in località Voltri. Il tracciato, lungo 72 km si sviluppa quasi interamente in galleria (53km), con 13 nuovi viadotti e l'ampliamento di altri 11 già esistenti

Poichè sul tratto genovese della A10 si registrano circa 60.000 transiti al giorno, la nuova bretella autostradale dovrebbe servire a dividere il traffico pesante da attraversamento, da quello leggero costituito prevalentemente da cittadini genovesi.

La costruzione della Gronda

In realtà, come poi si è saputo, il ponte Morandi era un'opera ormai arrivata ad una naturale età di "dismissione" e la Gronda, doveva servire quanto meno a declassarla, alleggerendone di molto il carico, per questo motivo anche l'Ue aveva dato il benestare, con Autostrade per l'Italia pronta ad accollarsi la spesa della nuova viabilità, in cambio di una proroga delle concessioni dal 2038 al 2042.

Fatto questo, che andava contro le indicazioni di Bruxelles [VIDEO] in materia, ma che, a determinate condizioni era stato alfine accettato in sede comunitaria, consci che i soldi per l'opera, lo Stato italiano non li aveva e non li ha nemmeno oggi. Vedremo se l'attuale governo proseguirà sulla direzione tracciata o meno.