Il tempo stringe, Moody's ha declassato l'Italia e la Commissione europea si appresta a respingere ufficialmente il Def italiano in quanto incongruente con le normative Ue in materia di bilancio. Normative liberamente sottoscritte ed accettate dall'Italia a suo tempo. La gente comune, i non addetti ai lavori, fanno molta fatica a percepire cosa tutto ciò stia comportando. Ma i danni ci sono, anche se ancora non si vedono.

I soldi degli italiani nel frullatore dei mercati

La Fondazione David Hume si è presa la briga di calcolare i danni e i risultati sono piuttosto sconcertanti e preoccupanti. Se andiamo infatti a vedere tre parametri, ovvero la capitalizzazione delle società italiane quotate in Borsa, il valore dei titoli di Stato posseduti da privati e da operatori professionali, i titoli di debito del mercato obbligazionario e ne misuriamo la variazione in valore dal marzo a oggi, vediamo che le perdite ammontano a 198 miliardi di Euro, cioè il 10% del Pil italiano.

La scomposizione per settori

In particolare i detentori di titoli di Stato ad oggi perdono circa 89 miliardi, le società italiane quotate in borsa perdono circa 68 miliardi e nel mercato obbligazionario mancano circa 42 miliardi all'appello. Da notare che tali calcoli non comprendono le quote di titoli di Stato in mano alla Banca d'Italia e agli investitori esteri.

Le perdite a carico delle famiglie e delle imprese

Ma non finisce qui: se andiamo a vedere le obbligazioni, le azioni, le quote di fondi comuni, le partecipazioni in società non quotate ed i titoli di Stato in mano alle famiglie, la perdita ad oggi è di circa 122 miliardi dalla data del voto.

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Quindi la perdita complessiva supera i 300 miliardi. Ne vale la pena? Qualunque analista finanziario vi direbbe che mettere nel conto una simile perdita per anticipare la pensione a 400.000 persone e dare il reddito di cittadinanza è, in termini di rapporto costi-benefici, un non senso.

L'Ue compatta si prepara a richiedere un nuovo Def

A questo punto davvero ci si chiede se vale la pena proseguire nel braccio di ferro con l'Ue, cui abbiamo liberamente aderito, sopratutto dopo che in questi giorni le dichiarazioni di politici esponenti del cosiddetto sovranismo europeo, come l'austriaco Kurz, e quindi in teoria alleati di Salvini, hanno chiaramente detto che l'Italia non riceverà alcun aiuto e comprensione per posizioni ampiamente impopolari nel resto d'Europa.

Naturalmente queste perdite sono al momento virtuali, ma questo è il conto salato per chi volesse monetizzare adesso i propri investimenti. La sensazione è che ci dovrà essere una svolta. Di che tipo staremo a vedere.

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