Era scomparsa alla fine di luglio, senza lasciare alcuna traccia [VIDEO]. Manuela Bailo è stata ritrovata morta, sepolta all'interno di un giardino di una cascina nel cremonese. Ad ucciderla è stato l'ex amante, Fabrizio Pasini che, al ritorno dalle vacanze, ha confessato di essere l'autore del delitto ed ha anche dato indicazioni agli inquirenti sul luogo dove aveva sepolto il cadavere.

Sepolta nel giardino di una cascina del cremonese

Il caso di Manuela [VIDEO], bresciana di 35 anni, si è dunque trasformato in omicidio. Fabrizio Pasini, 48 anni, collega della vittima alla Uil, si trova ora in stato di fermo dopo aver confessato il delitto, una decisione presa dall'uomo dopo il suo ritorno dalla Sardegna dove si trovava in vacanza.

Il reo confesso ha inoltre dato agli investigatori precise indicazioni su dove trovare il corpo ed anche l'auto della donna. Il cadavere è stato riportato alla luce dopo aver scavato nel giardino di una cascina del cremonese (località Azzanello), mentre l'autovettura, un'Opel Corsa, era stata lasciata nel luogo dove i due si sono incontrati per l'ultima volta, a Brescia. L'omicida ha confermato inoltre di aver avuto una relazione sentimentale con Manuela che, però, si era conclusa da oltre un anno. Inizialmente l'uomo era stato sentito dagli investigatori, quando si indagava ancora per la scomparsa, ma aveva detto a chiare lettere di non sapere nulla della vicenda e lo aveva ribadito anche nel corso di un'intervista concessa al Giornale di Brescia.

Non si conoscono, al momento, l'arma del delitto ed il movente

Al momento non si hanno informazioni né sul metodo utilizzato da Pasini per uccidere la collega ed ex amante, né tanto meno sul movente.

"Le indagini sono ancora in corso", ha spiegato a Repubblica il procuratore capo di Brescia, Tommaso Buonanno, confermando la confessione di Pasini, ma aggiungendo che l'uomo non ha ancora fornito ulteriori dettagli per ricostruire anche le motivazioni del tragico gesto. Si presume che il delitto sia stato commesso al culmine di un violento litigio tra i due, nel quale l'uomo si sarebbe anche procurato una forte botta alle costole. Gli inquirenti, notando il problema fisico di Pasini, gli hanno chiesto anche i dettagli su come si fosse procurato l'infortunio, ma lui ha risposto che la contusione era dovuta a una caduta rovinosa in terra, scivolando su un tappeto e negando, di conseguenza, qualunque collegamento con la vicenda che ora lo vede accusato (reo confesso) di omicidio.

Sms 'sospetti'

Dopo la scomparsa di Manuela, sul telefoni di parenti ed amici erano arrivati alcuni sms, mandati effettivamente dal cellulare della 35enne bresciana. Messaggi in cui affermava che avrebbe dormito a casa di un'amica sul Garda o che non sarebbe andata al lavoro per la febbre.

I carabinieri hanno sospettato che i messaggi in questione non fossero stati mandati da Manuela e dopo un'attenta analisi delle celle è stato stabilito che non erano mai partiti dal Garda, ma dalla zona di Brescia. Oggi si ha la certezza, purtroppo, che quando gli sms sono stati inviati, Manuela era già morta.