Quando sabato 8 settembre Giancarlo Dantini, 78 anni pensionato, si è recato nel bosco dietro casa, a Rocca di Papa (località dei Castelli Romani) per raccogliere dei funghi, non poteva certo immaginare che da lì a breve avrebbe messo in grave pericolo di vita tutta la sua famiglia. I funghi ad una prima occhiata non sembravano sospetti, piccoli, bianchi e non ancora schiusi. Quest'ultima caratteristica ha probabilmente tratto in inganno il capofamiglia mentre li raccoglieva.

La moglie, Giuseppina Borriello, 72 anni, si è occupata di preparare il pranzo a base degli apparentemente squisiti miceti. Quattro i componenti della famiglia invitati: la figlia della coppia 47enne con la nipote di 16 anni, la sorella del signor Giancarlo, 74enne e la figlia di quest'ultima, di 37 anni.

La corsa in ospedale

Già in serata l'intera famiglia ha iniziato però ad accusare forti dolori addominali.

Immediata la corsa al pronto soccorso dell'ospedale San Sebastiano di Frascati dove i medici, capendo subito la gravità della situazione, hanno disposto il trasferimento dei pazienti in terapia intensiva. Dopo cinque giorni di atroce agonia sono stati proprio i due anziani coniugi ad avere la peggio: sono infatti deceduti per un'insufficienza multiorgano acuta. Ancora gravi le condizioni di altri tre parenti mentre la giovane nipote, che durante il pranzo ha ingerito una quantità minima di funghi, è stata dichiarata fuori pericolo.

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Cronaca Nera

La causa dell'avvelenamento: amanita falloide, il fungo killer

I carabinieri di Frascati che indagano sull'accaduto hanno rinvenuto dei funghi avanzati nell'abitazione di Rocca di Papa. I miceti sono stati analizzati da un esperto micologo della Asl che ha confermato fin da subito che si trattava dell'esemplare più velenoso e tossico: l'amanita falloide, altrimenti noto come tignosa verdognola. Si tratta di una specie pericolosa per l'uomo già in piccolissimi dosaggi.

Un solo grammo di peso fresco per ogni chilo di peso di chi lo ingerisce è sufficiente per provocare un'intossicazione (motivo per il quale se funghi commestibili vengono anche solo in contatto con uno di questi esemplari non vanno assolutamente consumati).

L'intossicazione provoca danni irreversibili al fegato e, se non si interviene in tempi rapidi, la morte. Anche chi sopravvive a questo tipo di avvelenamento è spesso costretto in seguito a sottoporsi ad emodialisi e nei casi più seri di compromissione del fegato, ad affrontare un trapianto dell'organo.

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