Sono giorni di fuoco ad Addis Abeba, dove da domenica scorsa si contano almeno 23 morti (stando alla stampa internazionale) per scontri etnici tra gruppi della regione Oromia e gli abitanti della capitale dell'Etiopia Secondo l'Agenzia Dire al conteggio delle vittime vanno aggiunti saccheggi, razzie, 200 arresti e circa 10 mila persone in fuga dai sobborghi della capitale etiope. Gli sfollati sarebbero stati accolti in tre centri di assistenza.

Scontri e manifestazioni

Lo scorso 7 agosto il governo centrale aveva firmato un patto di cessate ostilità con il Fronte di Liberazione degli Oromo, che era stato dichiarato in precedenza gruppo terrorista.

Circa 1500 Oromo giorni fa sono partiti dall'Eritrea dove erano rifugiati e sono entrati ad Addis Abeba per dare il benvenuto al loro leader Dawud Ibsa. Arrivati nella capitale hanno tentato di esporre le proprie bandiere lungo le strade della città. Questo gesto gli è stato impedito dalla cittadinanza locale e, per tutta risposta gli Oromo, hanno tracciato sui muri simboli e colori della propria gente, ancora una volta non graditi ai locali.

Questo il motivo apparente dei disordini, dietro ai quali ci sono odi e rancori radicati nella storia di questo Paese e, in un crescendo di tensione sono iniziati gli scontri nei quali è intervenuta anche la polizia. L'operato delle forze dell'ordine è stato giudicato da più parti eccessivamente duro e lunedì 17 settembre la folla è scesa per le strade per protestare contro il primo ministro, Abiy Ahmed.

Quest'ultimo ha stigmatizzato l'accaduto definendo dei vigliacchi i responsabili e, nel tentativo di sedare gli animi e recuperare credibilità, ha assicurato che saranno presi provvedimenti.

Un difficile processo di pacificazione

In Etiopia di frequente avvengono scontri e massacri su basi etnica dal momento che nel Paese sono presenti più di 80 gruppi diversi. Una delle sfide del nuovo governo, eletto lo scorso 2 aprile è proprio quella di arrivare ad una forma di convivenza tra le varie fazioni. Inoltre è stato avviato un profondo processo di cambiamento sia economico che politico - sociale iniziato con la firma di un accordo di pace con l'Eritrea lo scorso 9 luglio e con l'invito a tornare in Etiopia per tutti i capi di gruppi etnici fuggiti all'estero.Tra di essi il leader del Fronte di Liberazione degli Oromo (Olf) il cui ritorno ad Addis Abeba si è trasformato nell'ennesima occasione di scontro.