Bruttissima disavventura per la stella del nuoto siriana, Sarah Mardini. La campionessa si trovava a Lesbos, in Grecia, dove insieme alla Ong "Emergency Response Center International", si stava dedicando da qualche tempo alla causa dei migranti. Quando è stata attestata dalla polizia greca, lo scorso 21 agosto, si trovava in aeroporto e stava aspettando insieme ad un suo collega, Sean Binder (anche lui arrestato), il volo di ritorno che l'avrebbe portata a Berlino, dove vive insieme alla sorella Yusra, anch'essa nuotatrice della nazionale di nuoto siriana.

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Le accuse per la campionessa non sono leggere: la Mardini è accusata di aver riciclato denaro sporco, di spionaggio e di traffico internazionale di esseri umani.

Nel 2015 il naufragio che ha portato Sarah e Yustra in Europa

Quella delle sorelle campionesse è l'ennesima storia di disperati che, sfuggendo alle condizioni di miseria e guerra presenti nei loro Paesi, decidono di partire per la vicina Europa in cerca di fortuna.

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Nel 2015 entrambe si trovavano su un barcone con una ventina di persone a bordo, al largo del mar Egeo. Improvvisamente un'avaria al motore costrinse la barca a fermarsi in alto mare. Le due campionesse si resero protagoniste di un incredibile gesto eroico, a rischio della loro stessa incolumità: si tuffarono in acqua e trascinarono la barca per chilometri, fino alla costa. Una volta giunte nel Vecchio Continente, le due si recarono in Germania, dove hanno continuato entrambe a dedicarsi al nuoto.

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Politica

Proprio Sarah, da qualche tempo, aveva deciso di difendere i migranti e si era imbarcata volontaria con la Ong suddetta. Purtroppo quest'avventura, a quanto pare, potrebbe costare molto cara ora alla campionessa e al collega volontario.

Accuse pesantissime

Sarah si sarebbe accordata, secondo quanto si apprende dalla stampa e dalle autorità greche, con alcuni scafisti proprio per aiutare i migranti a raggiungere le coste greche.

La Polizia greca avrebbe delle prove per muovere tali accuse alla campionessa, ma i legali della stessa respingono con fermezza quanto sostenuto dagli organi di giustizia di Atene. La nuotatrice avrebbe riciclato denaro sporco, e sarebbe stata trovata in possesso di una particolare radio usata dagli scafisti per intercettare le imbarcazioni della Guardia Costiera greca: per questo è stata accusata anche di spionaggio.

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Immediatamente, non appena appreso della notizia dell'arresto, lo stesso ministero degli Esteri tedesco e l'ambasciata greca a Berlino, si sono attivate per cercare di risolvere la situazione in cui Sarah si è venuta a trovare. La nuotatrice rischia almeno diversi mesi di carcere.

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