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Favori sessuali per rilasciare permessi edilizi di costruzione e autorizzazioni amministrative. L'ufficio comunale di Castel Volturno, comune in provincia di Caserta, al centro di una bufera: veniva utilizzato come una vera e propria alcova. Questo è quanto è emerso dalle indagini condotte dalla Procura della Repubblica presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere (provincia di Caserta [VIDEO]), che ha disposto la misura cautelativa della reclusione per ben sei persone.

Le indagini

Secondo l'accusa della procura casertana, guidata dal procuratore generale Dottoressa Maria Antonietta Troncone e dai sostituti procuratori Vincenzo Quaranta e Giacomo Urbano, gli arrestati avrebbero ottenuto illecitamente ingenti quantitativi di denaro e favori sessuali per rilasciare permessi e atti irregolari o illegittimi.

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Le indagini, iniziate nel 2016, sono state condotte dai militari dell'arma dei carabinieri del reparto territoriale della stazione di Mondragone. Al momento non risulta iscritto nel registro degli indagati il primo cittadino di Castel Volturno [VIDEO], il sindaco Dimitri Russo, ma sono ancora in corso ulteriori accertamenti per appurare eventuali responsabilità politiche dell'amministrazione comunale nella scandalosa vicenda. Quindici in tutto le persone finite nel registro degli indagati, ma in stato di libertà. L’ordinanza che ha creato scandalo nel comune domizio porta la firma del giudice Alessandra Grammatica. Negli atti di accusa, vengono contestati innumerevoli reati: dalla concussione al falso ideologico in atto pubblico, dalla corruzione alla indebita induzione a promettere utilità.

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Gli arresti

A finire in manette, nella mattinata di oggi, venerdì 11 gennaio 2019, con l'accusa dei reati penali di corruzione, concussione e abuso d'ufficio sono Carmine Noviello, primo dirigente dell'ufficio tecnico comunale di Castel Volturno, Antonio Di Bona, dipendente comunale in forza all'ufficio tecnico, e Luigi Cassandra, comandante dei vigili urbani del comune casertano. I tre, assieme ad altre tre persone, tra cui un tecnico esterno (il geometra Giuseppe Verazzo), un dirigente dell’Imat, l'Istituto di navigazione del Villaggio Coppola (Rosario Trapanese) e il tecnico comunale Giuseppe Russo. Il gruppo criminale aveva creato una vera e propria cricca finalizzata alla compravendita di pratiche e permessi a costruire in un comune dove, peraltro, l'abusivismo edilizio è una piaga molto diffusa.