Un episodio tanto grave quanto inquietante, destinato a far parlare ancora per diverso tempo e che riguarda, purtroppo, il fenomeno, sempre più frequente, della violenza sessuale e degli abusi nei confronti delle donne. In questo caso, nella vicenda accaduta a Macerata, precisamente nel piccolo comune di Trodica di Morrovalle, il carnefice è il padre della vittima. Si tratta del quarantacinquenne pakistano Muhammad Riaz, che dovrà rispondere a diversi capi d'accusa. Secondo quanto riferisce il noto sito Fanpage.it, infatti, il 12 febbraio 2019 inizierà il processo nei suoi confronti. Circa un anno fa, l'uomo aggredì sua figlia diciannovenne, Azka, che era tra l'altro vittima di continui abusi sessuali.

L'uomo l'avrebbe abbandonata per strada al buio, dove poco dopo Azka venne investita da un'auto e uccisa.

Macerata: avrebbe causato la morte di sua figlia, dal 12 febbraio il processo nei suoi confronti

Stando a quanto si apprende dal sito in questione, quindi, nella prima udienza, Muhammad Riaz dovrà difendersi dalle gravissime accuse di omicidio preterintenzionale, di violenza sessuale e di maltrattamenti in famiglia. Dal giorno in cui è avvenuto il tragico incidente, l'uomo si trova chiuso in carcere, ma adesso è stato rinviato a giudizio dopo la chiusura delle indagini. Il quarantacinquenne, un muratore residente in provincia di Macerata, avrebbe abusato di sua figlia praticamente ogni giorno e addirittura le avrebbe causato l'aborto per ben tre volte.

In più, su di lui pende anche la responsabilità della morte della giovane, che nel provare a scappare, si buttò dall'automobile e così venne colpita in pieno da un auto che procedeva nella direzione opposta.

A seguito di quella tragedia, si è venuto a sapere che la ragazza doveva essere ascoltata in Procura a causa di un altro procedimento nei confronti di suo papà, che era già accusato di maltrattamenti in famiglia, non solo nei confronti di Azka, ma anche degli altri tre figli.

Secondo le ricostruzioni effettuate, i figli di Muhammad Riaz furono costretti a vivere un vero e proprio 'incubo' durato almeno quattro anni. Quando l'uomo tornava a casa ubriaco, questo insultava, minacciava e picchiava i suoi figli, mentre le ragazze subivano anche abusi sessuali sotto minaccia. Il quarantacinquenne, comunque, almeno fino ad ora ha sempre respinto le accuse, ma a breve se ne saprà sicuramente di più su questa inquietante vicenda.

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