Il piccolo Yulen è ancora intrappolato nel profondo e spaventoso pozzo nel quale è precipitato ormai moltissime ore fa. Continuano i tentativi di tirarlo fuori, ma più passano le ore, meno è probabile un lieto fine a questa orribile vicenda. Intanto, però, arrivano delle conferme sulla reale presenza del bimbo nel pozzo: sono stati, infatti, ritrovati dei capelli che appartengono a Yulen.
Il bambino è nel pozzo: smentite i dubbi della giornata di ieri
Nel corso della frenetica giornata di ieri, mentre i soccorritori continuavano a scavare per raggiungere il bimbo, erano persino sorti dei dubbi sulla presenza per povero piccino all'interno del pozzo.
Ci si domandava, infatti, se fosse plausibile ritenere che un bambino potesse precipitare così a fondo in un pozzo con un diametro così piccolo.
Nelle prime ore del dramma alcuni testimoni aveva sostenuto di aver udito dei flebili lamenti dal pozzo, ma nel corso delle ore non si è più udito alcun rumore e i tentativi dei soccorritori di mettersi in contatto con il bambino sono stati tutti vani.
Intanto, però, sono stati ritrovati alcuni oggetti all'interno del pozzo: delle caramelle, un bicchiere di plastica e alcuni capelli. Proprio i capelli sono stati analizzati con l'esame del DNA e appartengono a Yulan. Sembrano, quindi, fugati i dubbi sulla sua presenza nel pozzo.
Un caso che in Italia continua certamente a riportare alla memoria il caso di Alfredino, il bambino che morì nel 1981, dopo essere rimasto intrappolato in un pozzo artesiano.
Vani furono tutti i tentativi di raggiungerlo e tirarlo fuori, anche se in quel caso il piccolo venne presto individuato: Alfredino dialogò, infatti, lucidamente con i soccorritori per ore, dando persino delle indicazioni utili.
Le operazioni di soccorso continuano tra le difficoltà
Le speranze di portare fuori vivo Yulan, intanto, diminuiscono per ovvie ragioni con il passare delle ore, ma tutti vogliono continuare a credere di poterlo ancora salvare. La sonda, che doveva cercare di individuare il piccolo, è ancora bloccata a 80 metri di profondità, mentre il pozzo è profondo più di 100. La via di accesso al bambino è bloccata dai detriti della terra, proveniente dalle pareti del pozzo stesso.
I tecnici al lavoro spiegano che l'impresa di salvataggio del bimbo di due anni è molto difficile, specie per la conformazione del pozzo, che ha un diametro compreso tra i 25 e i 30 centimetri. Un pozzo così stretto, spiegano, è praticamente inaccessibile.