George Pell, uno dei più stretti collaboratori di Papa Francesco, è stato condannato per pedofilia e sta trascorrendo le sue prime ore da recluso in un carcere australiano. Ma le polemiche intorno al caso di questo alto prelato, macchiatosi di uno dei crimini più infamanti che, come ha detto lo stesso Papa Francesco, mina la stessa credibilità etica della Chiesa, continuano. In particolare, il suo avvocato difensore, Robert Richter, nel corso del processo penale che ha poi emesso il verdetto di condanna avrebbe affermato candidamente, "Fu una semplice penetrazione, il bimbo non partecipava attivamente".

Le conseguenze di questa affermazione

Questa affermazione del difensore del Cardinale Pell si è rivelata non solo incauta ma, a tutti gli effetti, un vero e proprio boomerang che si è ritorto contro l'assistito dell'avvocato Richter. E dire che Richter in Australia è considerato un "principe del foro". Certamente, l'intento del legale del Cardinale era quello di cercare di minimizzare la gravità dei fatti imputati al suo assistito, per quanto difficilmente possibile, in modo da ottenere una più lieve condanna.

Non solo, Richter avrebbe anche sostenuto che se le piccole vittime fossero state veramente "angosciate" avrebbero manifestato dei segni di tale angoscia una volta a casa. Evidentemente, ciò ha ulteriormente peggiorato la situazione del suo assistito, tanto che il Chief Justice australiano Peter Ridd ha definito il comportamento del Cardinale con quattro aggettivi molto pesanti: "insensibile, sfacciato, offensivo e scioccante".

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Cronaca Nera Papa Francesco

D'altra parte, occorre precisare che l'avvocato Richter, in un momento successivo, si è scusato per queste dichiarazioni, affermando di aver usato "una frase del tutto inappropriata" e per la quale chiede scusa a tutte le persone che l'hanno interpretata come un modo per sminuire la sofferenza delle vittime degli abusi. Il Cardinale, tradotto in carcere, è stato condannato per cinque capi d'accusa diversi per ognuno dei quali rischia fino a 10 anni di carcere. La sentenza definitiva verrà emessa il prossimo 13 marzo..

La reazione del Vaticano alla condanna

Anche se in maniera piuttosto lenta rispetto alla cosiddetta giustizia secolare, il Vaticano ha iniziato a prendere seri provvedimenti nei confronti del Cardinale. Il Direttore "ad interim" della Sala Stampa vaticana, Alessandro Gisotti, ha dichiarato ufficialmente che dallo scorso 24 febbraio George Pell non è più Prefetto dell'Economia. Ma questo per semplice scadenza del mandato.

Quello che, invece, è importante è che il Vaticano non intende attendere la condanna definitiva da parte del Tribunale di Melbourne. Infatti Gisotti ha anche comunicato che sarebbe già iniziato il processo canonico a carico di Pell che ha 77 anni. Le conseguenze di questo procedimento, secondo il diritto canonico, potrebbero essere l'esclusione dal Collegio Cardinalizio ma, anche, la "laicizzazione" dell'oramai ex Cardinale.

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