Continua a far discutere la vicenda che vede coinvolta Cécile Kyenge, ex ministra per l'Integrazione sotto il governo Letta. Infatti, come è ben noto, il marito ha annunciato di essersi candidato con la Lega di Matteo Salvini in Emilia Romagna, precisamente a Castelfranco Emilia. L'europarlamentare non l'ha presa molto bene, ma ha comunque affermato a chiare lettere che il coniuge è libero di candidarsi con chi vuole.

Inoltre, nel post pubblicato sul suo profilo Twitter, ha annunciato che ormai è vicina la data in cui si terrà l'udienza davanti al giudice per il divorzio dal marito. Immediatamente si è scatenato il tam tam mediatico, e la notizia è diventata virale.

Kyenge ringrazia chi la sta sostenendo

Cécile Kyenge ha colto anche l'occasione per ringraziare i suoi follower e tutti coloro che, in un modo o nell'altro, la stanno sostenendo soprattutto in queste ultime ore.

L'europarlamentare del PD, nel suo lungo messaggio, ha esordito dichiarando che ogni cittadino - quindi anche il marito - è libero di candidarsi con chiunque, trattandosi di una libertà ampiamente tutelata dalla Costituzione italiana.

In merito allo stupore espresso dall'opinione pubblica e anche da alcuni militanti della Lega di fronte alla scelta di Domenico Grispino, Kyenge ha chiarito che per lei non c'è "nessuna novità rilevante" trattandosi, a suo parere, di una vicenda dal finale già scritto.

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L'ex ministra ha poi aggiunto che la sua richiesta di divorzio dal marito non risale alle ultime ore, essendo stata presentata già da diversi mesi, dunque ben prima che il coniuge si candidasse con il Carroccio.

Kyenge chiede rispetto per la sua famiglia

Un passaggio molto importante del comunicato diramato dall'europarlamentare è quello in cui ha evidenziato che le vicende personali devono rimanere al di fuori dell'ambito professionale.

Del resto la Kyenge è impegnata in Politica ormai da diversi anni - come ha deciso di fare anche il marito - ma allo stesso tempo ha chiesto rispetto per i suoi cari e soprattutto per le due figlie, lasciando intendere che si tratta indubbiamente di un momento delicato per tutta la famiglia.

L'ex ministra, nella battute conclusive del suo intervento su Twitter, si è augurata che il suo post possa scrivere la parola fine sull'intera vicenda, aggiungendo che comunque continuerà ad impegnarsi nella sua battaglia per l'integrazione e la coesione sociale. Ricordiamo che Cécile Kyenge è passata alla storia nel 2013 per essere tra i firmatari di una proposta di legge (il cosiddetto "ius soli") che prevedeva il riconoscimento della cittadinanza ai figli di emigrati nati sul territorio italiano.

Attualmente, invece, è vicepresidente dell'Assemblea parlamentare paritetica Acp-Ue e componente della delegazione per le relazioni con il Parlamento africano.

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