In natura il DNA di tutti gli esseri viventi (compreso il nostro) possiede 4 elementi fondamentali di base. Un team di ricerca è riuscito adesso a creare invece un filamento di DNA composto di ben 4 lettere in più.
Questo esperimento apre nuove porte alla ricerca biologica e potrebbe permettere in futuro di riconoscere forme di vita aliena. Inoltre potrà anche servire per sintetizzare nuove cure per il cancro capaci di attaccare soltanto le cellule tumorali e salvare quelle sane.
Il super DNA composto con 8 lettere
L'incredibile ricerca è stata portata avanti dalla Foundation for Applied Molecular Evolution e dall'azienda Firebird Biomolecular Science, ed è stata pubblicata sulla rivista Science.
Il DNA normale ha quattro basi azotate (A, C, T, G) che consentono la stabilità della molecola e l'immagazzinamento delle informazioni necessarie alla vita. Per la prima volta adesso in laboratorio sono state create molecole stabili di DNA aventi in più quattro nuove basi: Z, P, S, B.
Per questo morivo i ricercatori hanno dato alla loro creazione il nome "hachimoji Dna", parola giapponese creata con "hachi" (otto) e "moji" (lettera). In passato si era riusciti già a sintetizzare molecole con due lettere in più, ma questa nuova creazione apre prospettive del tutto nuove. Stavolta infatti la molecola di super DNA sintetizzata rimane stabile, può essere copiata dal suo corrispettivo super RNA e può produrre proteine.
In poche parole, è in grado di "vivere" autonomamente come il DNA che è in noi.
Il super DNA potrà essere utilizzato nella ricerca di vita aliena
La creazione del super DNA potrebbe aiutare gli scienziati a cercare la vita aliena. La scoperta infatti dimostra che la vita aliena potrebbe utilizzare blocchi di costruzione genetici che differiscono da quelli che troviamo sulla Terra: A, C, T e G. Mentre la NASA cerca la vita aliena nella galassia, questo lavoro potrebbe guidare la loro ricerca.
Il DNA "Hachimoji" potrà avere però applicazioni anche più "terrene". Il nuovo DNA può essere infatti utilizzato per creare nuove molecole che si legano alle cellule tumorali e alle tossine dell'antrace. La speranza è di sviluppare una molecola di DNA hachimoji che possa distruggere selettivamente tali agenti patogeni nel corpo, senza danneggiare le molecole sane. Potrebbe dunque aprire nuove strade di cure del cancro mirate e senza effetti collaterali per l'organismo umano