Qualche giorno fa in India sedici studenti sono stati arrestati per aver giorcato a un videogioco. Il titolo in questione è il celebre battle royal sviluppato da Bluehole PlayerUnknown's Battlegrounds. I giovani sono finiti in manette per aver avviato dai loro Smartphone l'applicazione che era diventata illegale nel territorio indiano. Qualche giorno dopo il fatto si è deciso di non considerare più illegale il videogioco, ma di renderlo disponibile ai videogiocatori per non più di sei ore al giorno.

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La vicenda di PlayerUnknown's Battlegrounds

Simile a Fortnite ma dal gameplay molto più realistico, PlayerUnknown's Battlegrounds è un videogioco appartenente alla categoria dei battle royal, dove i giocatori si ritrovano in una vasta arena con il solo scopo di uccidersi a vicenda. La partita può durare anche qualche ora, considerando che il vincitore è l'ultimo che riesce a sopravvivere. Questa tipologia di Videogiochi è stata un notevole successo negli ultimi anni, anche in India.

Ciò nonostante, lo stato indiano sta cercando in tutti i modi di fermare tale tendenza. Infatti si ritiene che PUBG sia un gioco non adatto soprattutto ai ragazzini, in quanto causa di gravi problemi di dipendenza.

Secondo quanto riportato dai media locali, addirittura un ragazzo di 18 anni si è suicidato perché non poteva permettersi di acquistare uno smartphone in grado di far girare il videogioco. Si parla persino di ragazzi morti per aver giocato eccessivamente a PUBG, altri invece avrebbero rubato soldi ai genitori, da spendere per gli acquisiti in game.

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A quanto pare PUBG è causa di una vera e propria dipendenza che mette in contrasto anche adulti e bambini: se da un lato sempre più ragazzini giocano al videogioco, aumentandone a dismisura la sua popolarità, dall'altra parte genitori, insegnanti, addirittura politici cercano di sventare la crescita del titolo di Bluehole, per evitare nuovi casi di suicidio o furto da parte dei ragazzini.

Sei ore al giorno per fermare un fenomeno di massa

Per risolvere il problema, in India è stata aggiunta una funzionalità all'applicazione che impedisce alle persone di giocare a PUBG per non più di sei ore al giorno.

Trascorso tale limite, viene mostrato un avviso all'utente che lo invita a tornare in un momento successivo, una sorta di "promemoria sulla salute" che blocca l'applicazione fino ad un momento prestabilito. Staremo a vedere se tali precauzioni riusciranno a fermare un fenomeno di massa grande ormai a dismisura come quello di PlayerUnknown's Battlegrounds.

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