Una situazione di abusi all'interno dell'ambito familiare in uno dei comuni del palermitano, dove una giovane è stata violentata dal padre a causa dei suoi orientamenti sessuali. La ragazza, quando ha iniziato a subire gli abusi, aveva appena 15 anni ed era stata segregata in casa, isolata praticamente dal resto del mondo. Lo stupro subito dal genitore aveva una motivazione delirante: avrebbe avuto lo scopo di punire la figlia dimostrandole in maniera pratica 'le cose giuste da apprezzare e cercare'.

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Secondo le testimonianze della vittima, i genitori avevano scoperto i suoi gusti sessuali leggendo alcuni sms in cui lei stessa ammetteva di preferire quindi le donne agli uomini. Da qui la reazione vergognosa da parte della famiglia. La giovane, durante quel periodo, è stata rinchiusa nella propria camera per settimane intere ed è stata ripetutamente violentata dal padre che la incitava in questo modo estremo a cambiare orientamento sessuale.

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'Meglio una figlia morta che lesbica', queste le parole che le venivano ripetute dai genitori, mentre il padre le avrebbe dimostrato in maniera pratica ciò che, secondo lui, avrebbe dovuto desiderare. 'Questo ti deve piacere', le diceva, mentre la costringeva ad avere rapporti sessuali con lui.

Dopo anni di violenze ed un tentato suicidio, la giovane ha avuto il coraggio di denunciare

Le violenze, per la giovane vittima, sono dunque iniziate quando aveva appena 15 anni e sono durate per circa 3 anni.

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Cronaca Nera Politica

'Ho tentato pure il suicidio', ha dichiarato alle autorità locali, ma successivamente ha avuto il coraggio di fuggire dalla sua famiglia e di denunciare gli abusi subiti alle autorità competenti. Oggi ha 23 anni ed è stata accettata come parte civile dal gup di Termini Imerese nel procedimento che seguirà alla denuncia. L'udienza preliminare è prevista per il 9 maggio prossimo.

I genitori, quelli che considera come "mostri", sono stati ascoltati dai carabinieri ed hanno negato il tutto, facendo affidamento anche sulla collaborazione dei compaesani, gli stessi complici che quando la ragazza avrebbe tentato la fuga li avrebbero avvisati ed aiutati a rintracciarla.

Una storia pregna di lividi e violenze inaudite, testimoniate anche da alcuni sms che i genitori avrebbero inviato a tutte le amiche della vittima: 'put...., lascia stare mia figlia', uno dei messaggi che sarebbero partiti dal telefonino della giovane prima che venisse distrutto.

La ragazza è stata inizialmente trasferita in una comunità protetta, lontano dai genitori, dove ha deciso di raccontare la propria storia per aiutare le numerose ragazze che giornalmente affrontano situazioni simili alla sua.

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