L’hanno ribattezzata “operazione vita eterna“ quella messa in atto dalla Guardia di Finanza di Locri in provincia di Reggio Calabria dove è stata scoperta una truffa ai danni dell’Inps per mezzo milione di euro. L’operazione, oltre alle fiamme oro, ha visto la partecipazione anche degli uffici territoriali dell’Istituto di Previdenza Sociale Italiano. Grazie alle banche dati la Guardia di Finanza ha messo al setaccio circa 6.000 nomi di persone decedute scoprendo che dal 2010 al 2018 molte Pensioni di cui i titolari erano deceduti, continuavano a venire erogate ed incassate.

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L’operazione delle Forze dell’Ordine

Dalle indagini sono venute fuori irregolarità marcate nella corresponsione di assegni previdenziali i cui beneficiari erano persone decedute nel territorio di Locri nel periodo compreso tra il primo gennaio 2010 ed il 31 luglio 2018.

Irregolarità e incongruenze per assegni pensionistici che evidentemente non erano ancora stati eliminati dal sistema di liquidazione periodica delle prestazioni dalle banche dati dell’Inps. Infatti per molti di questi defunti, l’Istituto continuava ad emettere la Certificazione Unica dei redditi di pensione percepiti l’anno precedente a quello a cui la CU si riferisce.

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Interessata la Procura, la Guardia di Finanza ha avviato controlli a tappeto sulle varie sedi territoriali dell’Inps e sugli istituti di credito dove venivano versate le pensioni. Il tutto per arrivare a scoprire chi erano i beneficiari dell’incasso di queste indebite prestazioni pensionistiche che si continuavano a versare. Alla fine sono 15 le persone denunciate e 19 pubblici ufficiali sono stati segnalati alla Corte dei Conti.

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Pensioni Cronaca Nera

Il sistema con cui si truffava l’Inps

Il sistema messo in piedi per la truffa appare abbastanza semplice. I prelievi di queste indebite pensioni avvenivano tramite le normali carte magnetiche, cioè i bancomat. Molte card utilizzate erano ancora intestate ai pensionati passati a miglior vita mentre altre avevano il nominativo di persone con il conto corrente cointestato con il deceduto. Secondo quanto trapela dall’indagine, sarebbero stati 17 i pensionati deceduti per i quali l’Inps continuava ad erogare la pensione.

Per 9 di questi decessi è uscito fuori che l’Inps ne era completamente all’oscuro. La vicenda appare paradossale perché si tratta di decessi di diversi anni fa, tutti negli anni tra il 2011 ed il 2014.

Il problema stanato dalla Guardia di Finanza in molti casi è la mancata comunicazione del decesso all’Inps o all’Agenzia delle Entrate. Nell’indagine i finanzieri sono arrivati agli uffici dell’anagrafe di diversi comuni della zona dove hanno trovato 19 dipendenti comunali, per adesso segnalati solo per inadempienza alla Corte dei Conti, che non avevano provveduto con le segnalazioni di decesso tramite il sistema Ina-Saia.

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Per i 15 soggetti denunciati per truffa invece, si tratta di persone che indebitamente incassavano le pensioni. Un caso ha fatto emergere come un parente di uno dei defunti dal 2014 era riuscito ad incassare cifre prossime ai 100.000 euro non spettanti. Le prestazioni pensionistiche adesso sono state bloccate e cancellate dall’Inps.

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