La mancata riduzione dell'Iva che resta al 22% sugli assorbenti femminili, prodotto considerato un bene di lusso pur essendo un acquisto mensile obbligatorio per milioni di donne italiane, sta suscitando malcontento e polemiche. Ad appesantire il caso, sono state le soluzioni alternative, non richieste, per aggirare il costo degli assorbenti proposte al pubblico femminile da un parlamentare, Francesco D'Uva.

Il capogruppo del Movimento Cinque Stelle alla Camera dei Deputati ospite del programma de La7 Omnibus, ha suggerito l'uso di coppette mestruali o di pannolini lavabili, come quelli dei bambini, scatenando la reazione dei presenti in studio.

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Coppette mestruali e pannolini lavabili: gelo in studio

A parere del capogruppo alla Camera dei Cinque Stelle, Francesco D'Uva, la motivazione del mancato abbassamento della cosiddetta 'Tampon Tax' è ecologica: le donne sarebbero motivate a comprare al posto degli assorbenti, coppette mestruali o pannolini lavabili, come quelli che si usavano una volta, prodotti meno inquinanti, 'amici' dell'ambiente. Così D'Uva, ospite del programma di approfondimento politico Omnibus condotto dalla giornalista Gaia Tortora, ha risolto la questione degli assorbenti femminili su cui l'Iva resta al 22%, mentre ad esempio quella sui tartufi è al 10%.

Iva sugli assorbenti, D'Uva (M5S) ospite ad Omnibus: 'Inquinano, usate coppette e pannolini lavabili'.
Iva sugli assorbenti, D'Uva (M5S) ospite ad Omnibus: 'Inquinano, usate coppette e pannolini lavabili'.

D'Uva ha spiegato che non è stato possibile abbassarla perché sarebbe mancata la copertura finanziaria. E poi ha specificato che i grillini sono a favore dell'ambiente, dunque contro l'uso degli assorbenti usa e getta. Le soluzioni alternative proposte, non hanno entusiasmato gli altri ospiti, a cominciare dal senatore ed ex magistrato Antonio Di Pietro, che ha invitato a cambiare argomento. Alla conduttrice Gaia Tortora che ha obiettato che la soluzione proposta fa tornare le donne indietro, D'Uva ha risposto: "Poi lamentiamoci che l'inquinamento aumenta e che l'effetto serra aumenta". Tortora allora lo ha invitato a lasciar stare.

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'Tampon Tax', la vicenda italiana

I prodotti di igiene femminile come assorbenti, tamponi e pannolini, dal 1972 in Italia sono considerati beni di lusso, quindi non indispensabili. Non solo sono meno necessari di pane, latte e giornale, ma ancor meno di cioccolato, tartufo e dei rasoi da barba maschili. In altri Paesi come la Francia, ad esempio, l'Iva è scesa del 5,5%. In Stati quali Irlanda, India, Libano o Tanzania non c'è alcuna 'Tampon Tax'.

Da noi, invece, il 14 maggio la Camera dei Deputati ha bocciato l’emendamento del Pd alla proposta di legge sulle semplificazioni fiscali per l’abbassamento dell’Iva sugli assorbenti: resta invariata perché ridurla costerebbe troppo, mentre la 'pink tax' grava sul vestiario femminile con una spesa dell'8% in più rispetto a quello maschile, e sui prodotti di bellezza che costano il 13% in più.

Con lo slogan 'Il ciclo non è un lusso', lo scorso dicembre tramite una petizione on line era stata avanzata la proposta al ministro dell'Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, da un movimento di donne denominato 'Onde Rosa'.

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Dopo l'episodio in tv, il deputato D'Uva ha scritto un post sulla sua pagina Facebook, per scusarsi, con parole che potrebbero scatenare nuove polemiche: "La mia intenzione era quella di mettere l’ambiente al primo posto, non la donna all’ultimo", ha scritto sottolineando che l'emendamento presentato dal Pd sarebbe stato strumentale perché già si sapeva che non ci sarebbero stati i soldi per finanziarlo. D'Uva ha invece annunciato la firma di un decreto per realizzare impianti per riciclare assorbenti e non farli più finire in discariche o inceneritori.

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Risposta di Selvaggia Lucarelli e ironia social

Selvaggia Lucarelli ha dedicato un lungo post all'argomento avvisando che la lettura è destinata a "stomaci forti": ha ringraziato D'Uva, a nome di tutte le donne, ironizzando ad oltranza sulla proposta delle coppette mestruali come di quella dei pannolini lavabili. Soluzioni in nome della "sacra arte del riciclo" che però per la pepata opinionista non considerano affatto il disagio di chi dovesse praticarle.

Oltre a ciò, la Lucarelli ha contestato l'unilateralità della proposta: in nome del riciclo e per il bene dell'ambiente, la soluzione dovrebbe applicarsi anche agli uomini che dovrebbero rinunciare alle lamette per farsi la barba con pietre acuminate "raccolte nei letti di fiume" o con "il machete dei coltivatori di banane", e al posto dei preservativi in lattice usare "budelli di capra".

L'ironia si è scatenata anche sui social con commenti quali "Aiutatelo, ma a casa sua" o suggerimenti di trasferire il deputato su "rieducational channel". Infine alcune utenti, più seriamente, hanno sottolineato che nessun uomo può dire alle donne come gestire il proprio ciclo mestruale, a meno che non lo abbia provato.

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