Due giorni fa gli avvocati di Olindo Romano e Rosa Bazzi, condannati in via definitiva per la strage di Erba, hanno presentato ricorso in Cassazione con la richiesta di analizzare dei reperti mai esaminati.

Lo scopo è ottenere una revisione del processo

La richiesta di nuove indagini era già stata fatta ai magistrati di Como e a quelli di Brescia. Ma i giudici, due mesi fa, avevano rigettato questa istanza, perché ritenuta inutile e immotivata.

Tra i reperti da analizzare, che secondo i legali potrebbero contenere informazioni importanti sulla dinamica dei fatti, ci sarebbero un accendino, trovato sul pianerottolo dell'appartamento in cui avvenne la strage, e delle formazioni pilifere da cui ricavare il DNA.

Nonostante una prima confessione, poi ritrattata, i coniugi Romano sono anni che si professano innocenti. A credere alla loro innocenza è anche Azouz Marzouk, marito di una delle vittime della strage, Raffaella Castagna.

Nel massacro, compiuto la sera dell'11 dicembre 2006, morì lei, che aveva 30 anni, e morirono anche suo figlio Youssef, di 2 anni, sua madre Paola Galli, 60 anni, e una vicina di casa, Valeria Cherubini, 55 anni. L'unico superstite della strage fu Mario Frigerio, ferito gravemente, che al processo indicò come colpevoli proprio i Romano.

L'avvocato Troiano non ricorda nulla

Intanto, l'avvocato Pietro Troiano, il primo legale che si occupò della difesa dei coniugi Romano, è stato intervistato dal settimanale "Oggi" in merito alle confessioni dei suoi assistiti.

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Cronaca Nera

Rosa aveva sempre accusato Troiano di non essere mai stato presente ai loro interrogatori, in cui gli furono mostrate le foto della strage. Interrogato su questo aspetto, il legale dice di non ricordare nulla riguardo a questa vicenda e che, se fosse accaduto, si sarebbe sicuramente opposto.

Anche riguardo alla videoconfessione di Rosa Troiano ha molti dubbi. Poco dopo la strage, la Bazzi fu filmata dal criminologo Massimo Picozzi e si attribuì la responsabilità del massacro, confessione che poi fu ritrattata in seguito.

Il dischetto contenente la sua confessione fu depositato agli atti. Ma Troiano sostiene che quel disco non è mai uscito dal suo studio e che, se l'avesse depositato, avrebbe allegato anche la relazione psichiatrica di Picozzi, la quale invece, non risulta. Nella confessione, Rosa Bazzi sostenne anche che uno dei moventi della strage fu uno stupro subìto da parte di Azouz Marzouk. Quando viene chiesto a Troiano come mai non aveva sporto querela per la presunta violenza subìta dalla Bazzi, lo stesso risponde che forse erano scaduti i termini della querela oppure probabilmente la strategia difensiva non lo prevedeva.

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