Per lei, era solo un amico. Ma lui ne parlava come della sua fidanzata. L'ultima volta che sono stati visti insieme, pranzavano in una trattoria. Sono scomparsi da otto giorni, domenica 25 agosto. Elisa Pomarelli, 28 anni, sarebbe stata uccisa nel piacentino da Massimo Sebastiani, 45 anni. La svolta investigativa è arrivata sabato: le indagini continuano, ma non si ipotizza più un sequestro di persona, bensì un omicidio con occultamento di cadavere.

Il fascicolo aperto dalla procura di Piacenza, non è più contro ignoti: ad essere iscritto nel registro degli indagati è proprio Sebastiani.

L'operaio avrebbe ucciso Elisa perché non ricambiava i suoi sentimenti, per poi fuggire nei boschi. Gli accertamenti in corso dei Ris di Parma nella sua casa a Campogrande di Carpaneto fanno pensare che lì possa essere successo un episodio violento: nel cortile come nel pollaio, sarebbero state trovate tracce di combustione e oggetti bruciati.

Anche l'auto e il cellulare dell'uomo sotto sequestro, avrebbero restituito dettagli importanti.

Stamattina alle 10, i Ris sono tornati in quella casa per fare accertamenti irripetibili anche all'esterno, e cercare tracce di sangue. Sul posto, oltre al pm Ornella Chicca, titolare dell'indagine, erano presenti anche gli avvocati difensori di Sebastiani, Mauro Pontini e Vittorio Antonini, insieme alla nota criminologa Roberta Bruzzone nominata consulente di parte.

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Cronaca Nera

Misteriosa scomparsa, cosa si sa

Ci sono 32 minuti di inquietante vuoto: sono quelli tra le 14 e 15 del 25 agosto, ora di uscita dei due da un ristorante di Ciriano di Carpaneto, e le 14 e 47 quando Sebastiani ha fatto rifornimento a un distributore di benzina: ripreso dalle telecamere, è da solo. In quei 32 minuti, probabilmente c'è la soluzione del misterioso caso. Mentre metteva benzina alla sua Honda Civic, in serata abbandonata nel cortile dell'abitazione con il cellulare spento lasciato su un sedile, era nervoso. Così lo ricorda il titolare dell'area di servizio.

Avrebbe anche fatto riferimento ad Elisa dicendo che quel giorno non sarebbe voluta andare con lui a fare un giro in campagna. Tra i conoscenti della ragazza, c'è chi ipotizza che l'avesse nascosta nel baule dell'auto dove, secondo indiscrezioni, sarebbero state state trovate tracce organiche che potrebbero ricondurre a lei. L'operaio sarebbe stato ossessionato dopo averla incontrata tre anni fa nell'ufficio del padre dove Elisa lavorava come assicuratrice.

Prima di scomparire, Sebastiani è stato visto altre volte nel corso di quella giornata: a prendere un bicchiere di vino dal padre della sua ex, al bar dove è comparso con i pantaloni bagnati, elemento che nei giorni successivi ha spinto gli inquirenti a condurre le ricerche anche negli specchi d'acqua della zona, infine a cena con un'amica. Si tratterebbe forse di modalità studiate per crearsi un alibi.

A sera, è stato visto da una conoscente incamminarsi a piedi lungo una strada provinciale che conduce in località Sariano, indossava una felpa e uni zaino in spalle. Da quel momento se ne sono perse le tracce.

Ricerche, appelli, messaggi e angoscia

Di Sebastiani si sa che è una persona amante della vita nei boschi della zona che conosce bene: per questo, le ricerche si sono da subito orientate in cavità sotteranee, anfratti e miniere, luoghi che l'operaio potrebbe aver utilizzato come nascondiglio. Le perlustrazioni hanno impegnato gli speleologi del servizio alpino con l'impiego anche di droni per raggiungere punti altrimenti inaccessbili. Si è accesa la speranza, per poi spegnersi subito dopo, quando a Veleia Romana, verso i monti fra Lugagnano, Morfasso e Carignone, fra boschi e rocce impervie, vicino al campo base, al passaggio di due cani molecolari lungo il greto di un rio, sono stata trovate tracce tra foglie e rami accatastati. Forse l'operaio aveva fatto lì un giaciglio, o comunque è passato. A un chilometro di distanza da quel punto, in località Lago, un gruppo di ragazzi la cui testimonianza è ora al vaglio dei carabinieri, avrebbero visto passare un uomo con uno zaino e si sarebbero chiusi in tenda per paura.

Per giorni le sorelle con le amiche e gli amici, i familiari, l'hanno cercata con crescente apprensione. Poi, le ricerche di volontari, protezione civile, vigili del fuoco e soccorso alpino sono state temporaneamente sospese, e sul campo restano impegnate solo le forze dell'ordine perché Sebastiani potrebbe essere pericoloso, forse armato di un arco o di una balestra, ma non ci sono prove. In quella che a questo punto diventa una caccia all'uomo, potrebbero essere impiegati reparti speciali dell'Esercito. Oggi è previsto un nuovo summit in Prefettura a Piacenza per fare il punto e organizzare nuove ricerche.

Entrambe le famiglie avevano lanciato appelli a Elisa e Massimo, sempre caduti nel vuoto, quindi messaggi sulla pagina Facebook di Elisa, ma con il passare dei giorni la speranza ha lasciato il posto all'angoscia.

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