La tregua in Siria, accettata dalla Turchia solo poche ore fa, sarebbe già a rischio. L'osservatorio siriano per i diritti umani ha segnalato scontri nella città di Ras al-Ayn (la stessa in cui le milizie turche avrebbero utilizzato armi chimiche), nel nord-est siriano. La Turchia avrebbe lanciato razzi contro i curdi "infrangendo" la tregua di 120 ore stipulata con gli Stati Uniti.

Solo ieri sera l'annuncio dell'accordo sulla tregua per 5 giorni

La tregua tra la Turchia di Erdogan e le milizie curde è arrivata ieri sera, dopo che il vicepresidente degli Stati Uniti Mike Pence e il Segretario di Stato degli Stati Uniti Mike Pompeo hanno incontrato il Presidente turco.

L'incontro, avvenuto ieri sera, aveva permesso di trovare un accordo su un cessate il fuoco per 5 giorni. La zona oggetto della tregua riguarderebbe circa 120 km fra le città di Tal Abyad e Ras al-Ayn, ovvero la zona posta al centro dell'offensiva turca negli ultimi giorni. L'accordo nella giornata di ieri era stato considerato positivo anche dal comandante delle Forze Democratiche siriane Mazlum Abdi, che aveva dichiarato l'impegno per "fare tutto il necessario affinché la tregua regga". Inoltre, il comandante aveva dichiarato che l'accordo sulla tregua era il risultato della "strenua resistenza dei combattenti curdi".

La tregua, che sarebbe dovuta durare 5 giorni, già vacilla dopo poche ore

La tregua, come detto, sembrerebbe essere già stata violata dopo che le milizie filo-turche hanno lanciato razzi contro i miliziani curdi. Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, tuttavia, nelle altre città l'accordo sarebbe ancora in piedi e non ci sarebbero combattimenti.

Poco prima dell'annuncio della tregua, inoltre, i turchi avrebbero dato il via a un blitz aereo contro villaggi siriani posti alla periferia della città di Ras al-Ayn, causando decine di feriti (anche civili). Almeno altre venti persone sarebbero rimaste ferite nelle città di al-Hasakeh e Qamishli durante i festeggiamenti avvenuti in seguito alla diffusione della notizia sull'accordo per un cessate il fuoco.

Il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu ha intanto precisato che lo stop all'azione militare è solo temporaneo. "Dichiareremo uno stop definitivo all'operazione solo se i curdi si ritireranno definitivamente", ha dichiarato.

Difficile prevedere cosa accadrà nelle prossime ore. Certo è che, l'attacco dei miliziani turchi avvenuto a tregua iniziata, rischia di far saltare in aria quel poco che si è riusciti ad ottenere attraverso il lavoro della diplomazia occidentale (in particolar modo degli Stati Uniti). La fine definitiva all'azione militare appare essere ancora troppo lontana.