I dati messi nero su bianco sulla Sardegna dall’Istat (Istituto nazionale di statistica)– all’interno del report sulla natalità e sulla fecondità delle regioni italiane – non sono molto gratificanti. La Sardegna infatti è agli ultimi posti – per nuovi nati – tra tutte le regioni italiane. Soltanto 1,02 figli per ogni donna sarda, contro l’1,29 della media nazionale. Al primo posto infatti si piazza il Trentino Alto Adige, con l’1,59, a seguire la Valle d’Aosta (1,38) e la Lombardia (1,35). L’Isola – rispetto al dato dello scorso anno (1,06) presenta infatti il più basso livello di fecondità.

Non solo, le donne sarde sono anche quelle – nella media nazionale – che diventano mamme da grandi: l’età media infatti è di 32,5 anni. Una sorta di primato che l’Isola condivide anche con le regioni Lazio e Basilicata. Nel report stilato dall’Istituto nazionale di statistica si legge anche che è la Sardegna settentrionale ad avere il più alto numero di nascite, in particolare le province di Sassari e Nuoro. Nel Sud Sardegna invece il dato è notevolmente sotto la soglia minima: praticamente nemmeno un figlio per ogni donna.

“Il dato negativo di natalità – sottolineano gli esperti dell’Istat – è motivato soprattutto dagli effetti sociali provocati dalla crisi economica, che hanno influenzato drasticamente le nascite. Soprattutto poi considerando – si legge nel report – che le donne italiane diventano mamme sempre più da grandi rispetto alla media europea e anche ai dati dell’ultimo report. L’età media del parto – concludono gli specialisti – è infatti aumentata di ben due anni. Così come l’età media della nascita del primo bambino che si aggira intorno ai 31,2 anni: insomma tre anni in più rispetto al 1995”.

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Curiosità

Sofia e Leonardo i nomi preferiti

Nel report effettuato dall’Istat vengono anche messi in evidenza i nomi femminili e maschili più utilizzati nel 2018 dalle coppie per i loro bambini. Per i maschi al primo posto delle scelte c’è il nome Leonardo, seguito da Francesco (che per anni è stato al primo posto assoluto) e al terzo il nome Alessandro. Per le femmine invece la graduatoria dei nomi è rimasta praticamente invariata. Al primo posto c’è Sofia, a seguire Giulia e per finire Aurora. “Nonostante la scelta dei nomi maschili e femminili sia vastissima – spiegano gli esperti dell’Istat – i genitori ripiegano sempre sugli stessi nomi, in genere i primi 30 della lista – nonostante siano oltre 29 mila i nomi disponibili per i bambini e 27 mila quelli a disposizione per le bambine”.

I dati rivelano anche che nel 2018 i bambini iscritti all’Anagrafe sono stati 439.747: ben 18 mila in meno rispetto allo scorso anno. E ben 140 mila in meno rispetto al 2008. Il calo di natalità poi si ripercuote soprattutto sulla nascita del primogenito, che diminuisce di circa 79 mila rispetto al 2008.

Figli fuori dal matrimonio

Secondo i dati Istat diffusi l’altro giorno durante la presentazione del report sulla natalità e la fecondità, un bambino su tre nasce fuori dal matrimonio. Nel 2018 infatti la percentuale dei bambini nati fuori dalle nozze si attesta intorno al 32,3 per cento.

Nel 1995 era l’8,1 per cento mentre nel 2008 il dato si attestava intorno 19,6 per cento. Da sottolineare che i bimbi nati da genitori stranieri sono 65.444 mila. Mentre quelli nati da un solo genitore straniero sono 96.578 mila, il 22 per cento delle nascite totali. Nella totalità comunque – almeno lo scorso anno – gli iscritti all’anagrafe sono diminuiti del quattro per cento, rispetto all’anno precedente.

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