Sono ancora tanti, troppi, gli incidenti stradali che vedono coinvolti i ciclisti, spesso vittime di atteggiamenti superficiali da parte degli altri utenti della strada. Una delle iniziative che mira a sensibilizzare ed informare su questo delicato argomento è il Giorno della Scorta, una manifestazione in programma a Faenza il prossimo 24 novembre. Ad anticipare l’incontro che vedrà la partecipazione di atleti, tecnici, organizzatori di corse, forze di polizia, istituzioni, è stato pubblicato un opuscolo dedicato alla sicurezza nel Ciclismo in cui ha lanciato il suo appello sul tema anche Vincenzo Nibali.

Nibali: ‘Per l’automobilista siamo un intralcio’

Il Giorno della Scorta è un’iniziativa giunta alla sua 27° edizione e organizzata dal Gs Progetti Scorta, un’associazione nata a Ravenna nel 1992 e composta da motociclisti che fanno volontariato per garantire la sicurezza nelle gare di ciclismo.

In questa attività quasi trentennale il Gs si è occupato si migliaia di gare di tutti i livelli, da quelle professionistiche a quelle giovanili, promuovendo anche il progetto del Giorno della Scorta che quest’anno si terrà a Faenza il 24 novembre.

Vi parteciperanno gli esponenti di tutte le parti coinvolte nel ciclismo e nella sicurezza dei ciclisti e sarà un importante momento di confronto. Intanto il GS Progetti Scorta ha pubblicato un opuscolo di venti pagine che anticipa e presenta l’evento con diversi contributi. Tra questi c’è anche un pezzo di Vincenzo Nibali, che ha parlato in maniera critica della situazione che devono vivere i ciclisti in Italia rispetto a quello che accade in altri paesi.

“In Italia siamo ancora tanto indietro. L’automobilista vede il ciclista come un intralcio, non ci considera un normale fruitore della strada” ha scritto Nibali sottolineando come le macchine azzardino il sorpasso sfiorando i ciclisti anche quando questi sono da soli. “In altri paesi le cose vanno diversamente, c’è maggior rispetto verso i ciclisti” ha continuato il campione siciliano auspicando una legge quadro che tuteli chi usa la bicicletta.

Più rispetto reciproco

Al di là delle nuove leggi Nibali ha parlato anche di una svolta culturale necessaria per arginare l’onda di incidenti che coinvolgono i ciclisti sulle nostre strade. Il vincitore della tripla corona ha chiesto maggior rispetto reciproco tra i vari utenti della strada, rimarcando come i pochi secondi in più che servono all'automobilista per sorpassare il ciclista in sicurezza sono poca cosa rispetto ai rischi che corre chi usa la bicicletta.

“Non sono secondi che possono cambiare la vita a chi sorpassa, ma sicuramente a chi invece rischia di essere investito” ha osservato Nibali ricordando poi che anche i ciclisti devono osservare più scrupolosamente le norme del codice della strada.