Ieri 10 dicembre, ad Ostrava una città universitaria nel Nord Est della Repubblica Ceca, un uomo è entrato nella sala d'aspetto del Faculty Hospital e ha sparato sui presenti, uccidendo sei persone e ferendone gravemente almeno altre due.

Il carnefice ha colpito da una distanza molto ravvicinata i poveri malcapitati, cinque di essi sono morti sul colpo, il sesto in sala operatoria. A dichiararlo è stato, attonito, il direttore della struttura, Jiri Havrlant.

Il terribile bilancio della strage è stato comunicato alla nazione direttamente dal Ministro dell'interno, Jan Hamacek, sconvolto per l'accaduto.

Il premier Andrej Babis, ha annullato gli impegni che avrebbero dovuto vederlo all'inaugurazione della statua dedicata all'Ufficio del Governo dall'Ambasciata Italiana per il centenario della sua presenza nella Repubblica Ceca; si è recato immediatamente ad Ostrava.

Il killer

L'identikit del killer è stato immediatamente diffuso in rete, grazie a un fermo immagine delle riprese delle telecamere del nosocomio. Il suo nome è Ctirad V., era alto circa un metro e ottanta, aveva quarantadue anni, lavorava come operaio presso la ditta di costruzione del signor Ales Zygula, indossava, al momento del delitto, un giubbino rosso e deteneva l'arma con cui ha ucciso le sue vittime illegalmente.

Di recente si era convinto di essere seriamente malato, ma accusava la sanità pubblica di non interessarsi ai suoi problemi di salute e di non volerlo curare.

Sarebbe stata quindi una sorta di vendetta trasversale la sua: un sistema folle per attirare l'attenzione su di sé.

La fuga, l'inseguimento e il suicidio dell'attentatore

Le forze dell'ordine hanno provveduto immediatamente all'evacuazione dell'ospedale, dell'Università, delle scuole e degli asili di zona, per maggior tutela della popolazione civile.

Tre ore dopo l'attentato, dopo un lunghissimo inseguimento, la polizia è riuscita a individuare l'omicida, lo ha circondato, ma quando si stava apprestando alla cattura, ha assistito incredula al suicidio dell'uomo, che si è puntato l'arma alla tempia e si è sparato, senza scendere dall'auto utilizzata per la fuga.

Quello di Ostrava è il secondo grave attentato nella Repubblica Ceca; il primo risale al 2015 quando a Uhersky Brod, una tranquilla cittadina a 300 chilometri da Praga, un sessantenne affetto da disturbi mentali, era entrato in un ristorante e aveva aperto il fuoco, uccidendo 8 persone.

Poco prima di commettere l'efferato delitto, aveva telefonato alla televisione privata 'Prima', per avvisare la rete delle sue intenzioni, motivandola come una regolazione di conti, per gli abusi che, a suo dire, subiva dai suoi concittadini. Il folle assassino, anche in quel caso, si era poi tolto la vita.