Due studenti rientrati dalla Cina, dove si è diffuso il coronavirus, sono sotto osservazione a Macerata perché hanno manifestato sintomi respiratori che preoccupano le loro famiglie. Il Servizio sanitario regionale delle Marche ha però già comunicato che non si tratta di "casi sospetti", in base alle indicazioni emanate dal Ministero della Salute il 22 gennaio. I due studenti presentavano febbre, tosse e mal di gola, ma le loro condizioni potrebbe essere solo il prodotto di una banale influenza di stagione.

Non ci sarebbe dunque alcun allarme in corso nel territorio locale, ma di certo il livello di attenzione e di controllo è stato innalzato.

Nelle Marche allertato il Gruppo per l'emergenza sanitaria

È stato infatti allertato il Gores - Gruppo regionale per l'emergenza sanitaria - che dovrà approfondire la situazione nelle Marche, valutare le procedure e fornire indicazioni e raccomandazioni alle strutture operative. Obiettivo quello di prepararsi ad una risposta efficace in caso di aumento delle problematiche per i residenti, compresa la scoperta di casi conclamati di coronavirus.

Ma per il momento non ci sono i presupposti per far pensare ad uno scenario di preoccupazione per i cittadini della regione. Anche se la situazione di Macerata potrebbe essere quella da monitorare maggiormente, sia per gli storici rapporti culturali tra la città e la Cina - il gesuita Padre Matteo Ricci fu tra i primi a stabilire relazioni già nel 1400 - che per quelli di affari e di lavoro promossi dalle imprese della provincia.

Più passano le ore comunque, e più diventa difficile che dal gigante asiatico arrivino viaggiatori e turisti, considerando il blocco effettuato dalle autorità cinesi. La metropoli di Wuhan, 11 milioni di abitanti ed epicentro del virus, ed altre 13 città sono state isolate per evitare l'ulteriore diffondersi di un'infezione che ha giù causato nel Paese 40 morti e molte centinaia di contagiati. Un'epidemia che si sta combattendo in maniera decisa, tanto che è stata avviata la costruzione di un ospedale per ospitare i malati da realizzare entro due settimane.

A Wuhan restano fermi anche una ventina di italiani, tra cui una famiglia di 4 persone di Foligno (Perugia) che è stata respinta all'aeroporto per la soppressione dei voli.

Tre casi di coronavirus in Francia

Nel frattempo cresce l'isolamento della Cina dal resto del mondo, come conseguenza dei rischi di propagazione del virus. Tre casi sono stati segnalati in Francia: il primo a Parigi e l'altro a Bordeaux. Si tratterebbe dei primi accertati in Europa. Un terzo caso sospetto è stato segnalato nella serata di ieri dalle autorità francesi. Nel frattempo però l'Organizzazione mondiale della sanità non considera ancora la vicenda come un'emergenza globale.

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