Una donna barese è stata ricoverata il 22 gennaio al Policlinico di Bari, di ritorno da un viaggio in Cina, per un sospetto caso di coronavirus. Secondo le ultime notizie la donna sarebbe affetta da micoplasma. Il virus "influenzale" originatosi in Cina ha scatenato una riunione straordinaria dell'OMS e sta spaventando tutto il mondo.

L'allarme coronavirus in Puglia sembra rientrare

Il primo caso sospetto di coronavirus in Italia è stato rilevato al Policlinico di Bari. Una donna è arrivata al pronto soccorso del capoluogo pugliese con sintomi influenzali piuttosto sospetti, tra cui febbre e tosse.

La paziente è una cantante residente nella provincia di Bari, di ritorno da un tour in Asia che ha toccato anche la città di Wuhan.

Dalla notte del 22 gennaio la donna è quindi ricoverata nel reparto di malattie infettive del Policlinico di Bari in isolamento: come previsto dal protocollo diramato dal Ministero della Salute, i campioni biologici della paziente sono stati inviati all'istituto Spallanzani di Roma per accertamenti.

Il Policlinico ha dapprima diramato una nota in cui precisa che sono state prese tutte le precauzioni necessarie e che la paziente sta ricevendo le prime cure in isolamento, in attesa che arrivi la diagnosi certificata del coronavirus; e successivamente ne ha rilasciata un'altra in cui afferma che le prime diagnosi sono risultate negative.

"La paziente sembra affetta da micoplasma, che presenta sintomi simili a quelli del coronavirus", scrive l'Azienda Ospedaliera.

Cos'è il coronavirus

Il "coronavirus" appartiene ad una vasta famiglia di virus, noti per causare malattie che vanno dal raffreddore a sindromi come la MERS e la SARS (sindrome respiratoria acuta grave). Tra i sintomi più comuni (e che rendono difficile una diagnosi tempestiva) ci sono febbre, tosse e difficoltà respiratorie.

Nei casi più gravi l'infezione può causare polmonite, insufficienza renale e anche il decesso.

Il virus si è manifestato inizialmente come una polmonite da cause ignote, e ha avuto origine a Wuhan, città della provincia di Hubei, in Cina: tutti i casi hanno dichiarato di avere un legame con il mercato "Huanan Seafood", situato nel sud della Cina, dove vengono venduti all'ingrosso frutti di mare e animali vivi.

Il 9 gennaio 2020 è stato identificato il nuovo coronavirus "2019-nCoV", come agente causale delle polmoniti rilevate: si contano 295 casi di infezione nei paesi asiatici, inclusi 25 decessi. I dati sono in continuo aggiornamento.

La probabilità di diffusione nell'Unione Europea è passata da "lieve" a "moderata". In Italia, l'aeroporto di Roma Fiumicino, che ha tre voli diretti con Wuhan, ha istituito una procedura sanitaria per verificare l'eventuale presenza a bordo degli aerei provenienti da Wuhan di casi sospetti (tramite misurazione della temperatura corporea), con eventuale trasferimento immediato all’Istituto di Malattie Infettive Spallanzani di Roma.

Prevenzione e cura

Le indicazioni del Ministero della Salute sono le seguenti: lavarsi spesso le mani con sapone, meglio se con soluzioni alcoliche; starnutire o tossire in un fazzoletto da gettare in un cestino chiuso; evitare carne cruda o poco cotta e frutta/verdura non lavate; evitare bevande non imbottigliate; evitare contatto con chiunque mostri sintomi di malattie respiratorie.

In particolare, si raccomanda di posticipare i viaggi non necessari a Wuhan e in Cina. Se vi ci si reca, il consiglio è di vaccinarsi contro l’influenza stagionale almeno due settimane prima del viaggio. È raccomandato, inoltre, di evitare di visitare i mercati di prodotti alimentari freschi.

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