La Corte Europea di Strasburgo si è espressa sulla situazione di Michele Buoninconti, affermando che non risulta essere degno di vedere i figli avuti con la moglie Elena Ceste. Ricordiamo come Buoninconti stia scontando una pena pari a 30 anni di carcere per aver ucciso la consorte nel 2014. Il caso di Elena Ceste è uno dei più caratterizzanti la cronaca nera degli ultimi 10 anni. All'epoca dei fatti, la donna sparì misteriosamente dalla sua villetta di Costigliole d'Asti, non facendo più ritorno.

Il suo cadavere fu trovato alcuni mesi dopo la scomparsa. Tornando al Buoninconti, i legali difensori di Michele si erano opposti alla decisione da parte dei giudici italiani di togliere all'ex vigile del fuoco la patria potestà sui figli, tentando l'ultima carta rappresentata da Strasburgo.

La Corte Europea si è espressa

Come si legge dall'ultimo numero del settimanale Giallo, negli ultimi giorni la Corte Europea di Strasburgo si è espressa riguardo le richieste da parte degli avvocati difensori di Michele Buoninconti.

Quest'ultimo non potrà avere contatti con i figli avuti dal matrimonio con la defunta moglie Elena Ceste. Il ricorso degli avvocati di Michele è stato pertanto reputato inammissibile, poiché risulta essere privo di opportune indicazioni riguardanti le violazioni di cui l'ex vigile del fuoco sarebbe stato responsabile. 'Non è degno di vedere i figli' recita uno dei tanti passaggi delle motivazioni.

Ennesima doccia fredda per Michele Buoninconti, che non vede i figli dal 29 gennaio 2015, quando venne arrestato, contestandogli il reato di omicidio nei confronti di Elena. La donna scomparve dalla sua abitazione sita a Costigliole d'Asti in data 24 gennaio 2014. Dopo averla uccisa, Michele occultò il corpo della moglie in un canale di scolo a poca distanza da casa. Fu proprio qui che il cadavere venne infine rinvenuto, in via del tutto casuale, il 18 ottobre dello stesso anno.

Michele Buoninconti plagiò i suoi figli

A carico di Michele Buoninconti ci sono gravissime intercettazioni in cui si sente l'uomo plagiare i figli, indicando loro cosa avrebbero dovuto dire ai magistrati nel corso dell'interrogatorio. In un audio, si sente il vigile del fuoco dire ai bambini che, nel caso avessero affermato che lui e la madre litigavano, lo avrebbero portato via, lontano da loro. In seguito, Michele fa la seguente domanda ai figlioletti: "È vero che litigavamo?". Uno di loro risponde in maniera affermativa.

A questo punto, Michele ribatte cinicamente che la loro casa sarebbe finita in mano a "prostitute romene" ed in tal caso avrebbero perso tutto.

La casa in questione è la stessa che i genitori di Elena Ceste vorrebbero mettere in vendita per risollevare le loro condizioni economiche, comunque difficili. Ricordiamo come i due anziani siano al momento i tutori legittimi dei nipoti ai quali non fanno mancare nulla.

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