Arriva la svolta su un caso fino a ieri irrisolto al centro della Cronaca Nera calabrese: l’omicidio di Vincenzo Cordì, il cameriere originario di Roccella Jonica (Reggio Calabria),il cui corpo è stato rinvenuto carbonizzato lo scorso novembre all'interno di un’auto abbandonata nelle campagne di San Giovanni Gerace.

Questa mattina, le indagini si sono concluse con l’arresto di 3 elementi ritenuti responsabili dell’omicidio dell’uomo.

Omicidio Cordì: arrestati i 3 responsabili

È arrivata la tanto attesa svolta delle indagini sull'omicidio di Vincenzo Cordì, cameriere di Roccella Jonica (Reggio Calabria) deceduto nel mese di novembre.

Il corpo dell’uomo era stato rinvenuto totalmente carbonizzato all'interno della sua autovettura.

L’uomo, secondo quanto dichiarato da alcune fonti locali, sarebbe stato bruciato vivo, e in merito all'omicidio proprio questa mattina sono stati tratti in arresto la moglie del defunto, l’amante della donna e il figlio della donna, frutto del suo primo matrimonio.

L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa questa mattina dal gip presso il Tribunale di Locri.

Depistaggio sull'omicidio Cordì, la moglie agli inquirenti:'Si è suicidato'

Secondo quanto dichiarato dagli inquirenti e da numerose fonti giornalistiche locali, sembrerebbe che l'auto nella quale è stato rinvenuto il corpo dell'uomo, sia stata data alle fiamme nel mentre Cordí era ancora vivo.

Gli approfondimenti e le accurate indagini svolte dai militari, hanno permesso di fare luce su questo terribile caso di cronaca nera calabrese che sino a ieri sembrava essere irrisolto e avvolto dal mistero.

Secondo quanto rinvenuto al termine delle indagini, sembrerebbe che, durante la tarda serata dell’11 novembre Susanna Brescia, moglie della vittima, avrebbe condotto Vincenzo Cordì nel luogo del successivo ritrovamento del corpo. Con la complicità del figlio Francesco Sfara e dell’amante Giuseppe Menniti, la donna lo avrebbe ipoteticamente colpito sino a fargli perdere i sensi. Sempre con la complicità dei due uomini, la moglie della vittima avrebbe dato fuoco all'autovettura con dentro il corpo del marito probabilmente ancora vivo.

La donna, secondo quanto dichiarato da alcune fonti giornalistiche locali, al fine di depistare le indagini durante gli interrogatori preliminari avrebbe fatto credere agli inquirenti per diverso tempo che il consorte si fosse suicidato a causa di un periodo di depressione che l’uomo stava attraversando. La donna in più occasioni ha fatto percepire che non si trattava di omicidio.

Ulteriori dettagli sull'omicidio di Vincenzo Cordì e sull'arresto delle 3 persone saranno illustrati durante la conferenza stampa in programma oggi alle ore 17:00.

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