38 morti: è questo per ora il terribile bilancio provocato dalle due valanghe verificatesi martedì e mercoledì a Van, nell'Est della Turchia, vicino al confine con l'Iran; le ricerche per ritrovare eventuali dispersi sono ancora in corso e si teme che con il passare delle ore il bilancio possa aggravarsi.

La tragica dinamica

Il primo distaccamento dalle montagne intorno a Van travolge martedì verso sera un minibus di passaggio sul quale viaggiano 15 persone; cinque perdono la vita, 2 risultano disperse, mentre altre 8 ferite vengono tratte in salvo da soccorritori e volontari che fin da subito si attivano per prestare soccorso.

Le operazioni di soccorso vanno avanti fino a quando cala la notte e riprendono alle prime luci dell'alba ma dopo poche ore, nel pieno delle attività di soccorso, una seconda valanga si abbatte sui soccorritori aggravando tragicamente la situazione. Il nuovo bilancio parla di almeno 38 persone rimaste senza vita sotto la neve; altre 53 risultano ferite. Le condizioni atmosferiche diventano sempre più rigide, scende l'oscurità ma le ricerche vanno avanti e più di 30 persone riescono ad essere tratte in salvo.

Mobilitazione nazionale

Inizialmente per le operazioni di soccorso erano stati inviati 153 soccorritori con 17 mezzi tra protezione civile, polizia locale, ambulanze, vigili del fuoco e volontari locali che più di tutti conoscevano la zona e sapevano come muoversi in quelle condizioni così avverse.

Tuttavia nel pomeriggio di ieri, dopo la seconda slavina, il governo ha deciso di far intervenire anche l'esercito: un aereo militare con a bordo 75 soccorritori e mezzi specializzati è partito dalla capitale Ankara alla volta di Van per aiutare nelle operazioni di soccorso. Purtroppo le condizioni climatiche sul luogo del disastro rimangono difficili, con raffiche di vento e continue nevicate che ostacolano il lavoro dei soccorritori e li mettono in costante pericolo.

Un Paese ferito

I tragici e sfortunati eventi avvenuti a Van sono solo le ultime tragedie per la Turchia che solo una decina di giorni fa ha dovuto affrontare un forte terremoto di magnitudo 6.8 a Elazig che ha provocato oltre 40 vittime. Inoltre questa notte un aereo della compagnia low cost turca Pegasus, con a bordo 183 persone, è finito fuori pista nella fase di atterraggio all'aeroporto di Sabiha Gokcen di Istanbul, provocando la morte di tre passeggeri e 179 feriti.

La dinamica dell'incidente deve ancora essere chiarita, ma si presume che sia stato causato dalle forti raffiche di vento. Il 7 gennaio scorso un altro aereo della stessa compagnia aerea era uscito fuori pista nei campi vicino all'aeroporto di Sabiha Gokcen per colpa delle avverse condizioni meteo.

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