La pandemia scatenata dal Coronavirus sta accelerando. Lo riferisce Tedros Adhanom Ghebreyesus, Presidente dell'Organizzazione mondiale della sanità con sede a Ginevra, in Svizzera. Secondo l'esperto ci sono voluti 67 giorni per arrivare dal primo caso segnalato in Cina, nella città di Wuhan, a quota 100.000 contagiati. Da lì il Covid-19 ha cominciato ad accelerare la sua corsa e ad oggi gli infetti dal virus sono 340.000. Il problema sanitario è a livello globale: ogni nazione ha infatti almeno una persona affetta dal virus.

Ghbreyesus riconosce che alcuni Paesi hanno difficoltà nella capacità di attuare misure offensive. Nelle scorse settimane il nostro Governo presieduto da Giuseppe Conte ha emanato un decreto con il quale si obbliga la gente a restare in casa e ad uscire solo per necessità, come ad esempio per poter fare la spesa, andare dal medico o in farmacia. Tali misure sono state adottate proprio in funzione di quanto dichiarato dalla stessa OMS: per adesso, visto che non c'è una cura valida per la malattia, l'unica arma che funziona contro il virus è il distanziamento sociale.

Nel frattempo l'Onu ha chiesto un cessate il fuoco a livello globale.

Oltre un miliardo le persone costrette a restare a casa

L'evento pandemico, del tutto inaspettato, sta costringendo milioni di persone nel mondo a cambiare le proprie abitudini. Sono oltre un miliardo le persone che sono state costrette a rimanere in casa dai loro governi, proprio per evitare che i casi di contagio aumentino a dismisura.

"Continuiamo a ricevere notizie allarmanti da tutto il mondo di un gran numero di contagi tra gli operatori sanitari" - queste sono le parole del numero uno dell'OMS, che è molto preoccupato per quello che sta succedendo. Per Ghebreyesus la battaglia contro questo virus si vince attaccando, e secondo l'uomo bisogna testare ogni caso sospetto e poi rintracciare ogni suo contatto stretto e metterlo in quarantena.

Il massimo organismo mondiale per la tutela della salute è però ottimista e secondo l'ente di Ginevra si può cambiare la traiettoria della pandemia.

Sperimentazione di quattro farmaci usati contro Sars e Mers

La stessa OMS nelle scorse settimane ha lanciato il programma "Solidarity", il quale consiste nella sperimentazione sui pazienti affetti da Covid-19 di quattro differenti farmaci, già usati per malattia come HIV, Sars e Mers. Ci sono medicinali impiegati anche contro l'Ebola. Lo studio è abbastanza semplice è allo stesso possono partecipare anche gli ospedali che sono sovraccaricati. In sostanza, quando una persona risulta positiva al virus cinese Covid-19, il medico compila una cartella clinica sullo stesso sito dell'Organizzazione, includendo anche qualsiasi condizione che possa in qualche modo cambiare il decorso della malattia.

A questo punto l'OMS riceverà la domanda e quindi il paziente verrà informare che sta ricevendo una cura con un farmaco sperimentale, il quale sarà scelto a caso. Uno di questi è ad esempio il remdevisir, un antivirale anch'esso sperimentale usato già durante l'epidemia di Ebola in Africa. I centri di gestione di questi dati che arriveranno da tutto il mondo dovrebbero essere già pronti la prossima settimana.

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