Dopo l'infermiera dell'ospedale di Cremona che è crollata sulla scrivania per la stanchezza adesso arriva dal web un'altra testimonianza impressionante, quella dell'operatrice sanitaria Alessia Bonari, occupata in questi giorni in prima linea al Policlinico di Grosseto. La foto mostra i lividi della mascherina sul suo volto. L'immagine è accompagnata da un appello scritto dalla donna che invita le persone a stare a casa per non vanificare gli sforzi di medici e infermieri per contrastare il contagio da Coronavirus.

Il racconto dell'infermiera Alessia Bonari

Si chiama Alessia Bonari la giovane infermiera che sul suo profilo Instagram ha postato una foto che mostra il suo volto con i lividi provocati dalla mascherina.

L’immagine è accompagnata da un appello dove l’infermiera getta la maschera e confida agli utenti le sue paure. In questo momento come tante altre migliaia di operatori sanitari si trova ad affrontare l’emergenza da coronavirus. Alessia confessa le sue paure, come andare a fare la spesa o al lavoro. Ha paura perché la mascherina potrebbe non aderire bene sul volto, potrebbe accidentalmente toccarsi con i guanti sporchi o magari le lenti che indossa potrebbero non proteggere adeguatamente gli occhi, lasciando al virus il via libera per il contagio. Sono stanca fisicamente - scrive la giovane donna - perché i dispositivi che utilizza per proteggersi provocano dolore, il camice fa sudare e una volta indossato l’abbigliamento sanitario per le successive sei ore non può più uscire dal reparto nemmeno per andare in bagno o bere un bicchiere d’acqua.

L'appello social di Alessia Bonari ai giovani

Alessia Bonari ha così approfittato dei social per lanciare un messaggio a chi leggerà il suo post. Si lamenta del fatto che sia stanca psicologicamente, come lo sono tutti i suoi colleghi che da settimane fronteggiano l'emergenza sanitaria, ma nonostante tutto continuano a prendersi cura dei pazienti e continueranno a svolgere il proprio lavoro come hanno sempre fatto.

La richiesta dell’operatrice sanitaria è di non vanificare lo sforzo che tutti i medici stanno facendo invitando tutti a stare a casa e a pensare anche agli altri, solo così si possono difendere le persone più fragili. Poi rivolgendosi ai giovani scrive che anche loro possono ammalarsi e nell’ipotesi peggiore possono far ammalare gli altri.

Coronavirus, aggiornamento all'11 marzo 2020

Gli ultimi dati diffusi dalla Protezione Civile rivelano che il numero dei pazienti positivi al coronavirus è di 10.149: di questi 1.004 sono guariti, 631 invece sono deceduti.

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