Eduard Veniaminovich Savenko, meglio conosciuto nel mondo della letteratura russa come Eduarrd Limonov, è morto il 17 marzo in una clinica privata della città di Mosca per complicazioni derivate da un intervento chirurgico. A dare la comunicazione del decesso è stato Serghej Shargunov, il vice segretario della Commissione della Cultura del Parlamento Russo. Con lui scompare un intellettuale che ha sempre vissuto al limite, tenendosi alla larga dei conformismi, ma inviso ai regimi post comunisti che dopo la caduta dell'URSS di Gorbaciov, detengono il potere nella nazione russa.

La carriera dello scrittore di origine ucraina

Lo scrittore è nato nel 1943 a a Dzerzhinsk, nella regione russa di Nizhny Novgorod. Da bambino si è trasferito con la famiglia a Kharkiv, nell'attuale Ucraina. Da giovanissimo ha cominciato a comporre delle poesie d'avanguardia, narrando la vita di periferia della città moscovita, dove ha vissuto dal 1967 al 1974. Nel 1976, si trasferisce a New York e comincia a diventare noto come scrittore con la pubblicazione del suo primo romanzo dal titolo Eto ja, Edicka, pubblicato poi in Italia nel 2005 con il titolo Eddy-baby, ti amo. Anche nella Grande Mela si contraddistingue per il suo comportamento spesso al limite, frequentando quartieri malfamati ed accompagnandosi a persone di dubbia reputazione.

Da queste esperienze di vita vissuta ha scritto il suo secondo romanzo dal titolo It’s me Eddie, uscito nel 1979, che è stato tradotto in sedici lingue. A New York ha pubblicato altri due romanzi, Diary of a losers e Story of his servant (anche questi trattano delle esperienze di vita con i signori dell'alta borghesia). Si trasferisce, poi, nel 1982 a Parigi, dove collabora al quotidiano filo comunista L'Humanité e in seguito al quotidiano nazionalista Le Choc du mois, provando simpatie per i nazionalisti di destra che in cambio gli hanno fatto ottenere la cittadinanza francese nel 1987.

Il ritorno in Russia e la sua carriera politica

Dopo la caduta del regime sovietico, nel 1991 ritorna finalmente in patria chiedendo la condanna a morte dell'ultimo presidente dell'URSS Mikhail Gorbaciov. In seguito l'uomo ha iniziato a dedicarsi alla politica, avvicinandosi al leader del partito nazionalista Zhirinovsky, ma allontanandosene quasi subito, per fondare il suo Partito nazionale bolscevico insieme al filosofo Aleksandr Dugin, al musicista Egor Letov e al compositore Serghej Kurekhin.

Inviso al presidente russo Eltsin, nel 2002 è stato condannato a due anni di prigione e il movimento politico da lui fondato finito fuori legge. Si racconta di lui che abbia partecipato alla guerra etnica nei Balcani, dove ha combattuto in Bosnia nelle file dei nazionalisti serbi di Radovan Karadzic. Sempre negli ultimi anni ha affrontato a viso aperto il regime di Putin, l'uomo russo al potere, l'ex capo del Kgb, il quale ha coniato per l'intellettuale dissidente questa frase: "Chi vuole restaurare il comunismo è senza cervello, chi non lo rimpiange è senza cuore".

Nonostante ciò, gli ultimi dieci anni di vita li ha trascorsi controcorrente, difendendo anche pubblicamente la giornalista Anna Politkovskaja, dichiaratamente antiputiniana che poi è rimasta uccisa in un attentato, il tutto dopo aver denunciato per anni con i suoi reportage i crimini di guerra dell'esercito russo nel Caucaso.

Nel 2010 ha fondato, insieme all'ex campione del mondo di scacchi Gerry Kasparov il partito Altra Russia. Ogni 31 del mese, giornata che il governo russo ha destinato al dissenso, ha sempre tenuto comizi improntati alla ribellione contro l'attuale gestione politica della sua patria. In occidente è conosciuto in quanto Emmanuel Carrere ha pubblicato nel 2006 la sua biografia Limonov. In Italia, oltre a Eddy-baby, ti amo, sono stati tradotti e pubblicati Il libro dell'acqua nel 2004, Diario di un fallito sempre nel 2004, Il trionfo della metafisica e Memorie di uno scrittore in prigione nel 2013 , il libro autobiografico Zona industriale nel 2018 e il Boia nel 2019.