Aveva preparato una serie di bombe molotov che avrebbe voluto far esplodere proprio sotto il palazzo, in via Tienanmen a Olbia, in cui vivono la mamma, la sua compagna ed altri parenti. Marco Cocco, 28 anni, nato ad Olbia, volto ben conosciuto dalle forze dell’Ordine, è stato arrestato dai Carabinieri con le pesanti accuse di maltrattamenti in famiglia, strage e fabbricazione di armi. In più – avendo reagito all’arresto – il 28enne ha anche collezionato una denuncia per resistenza, minacce e oltraggio a pubblico ufficiale. Il giovane – dopo tutti i controlli di rito – ora si trova rinchiuso in una cella del carcere sassarese di Bancali, in attesa di essere interrogato dal magistrato che si occuperà del caso.

Soltanto il rapido intervento dei Carabinieri del nucleo radiomobile di Olbia ha evitato il peggio. Una bomba molotov era stata già confezionata ed era pronta ad esplodere proprio accanto al serbatoio generale delle bombole che porta appunto il gas in tutta la palazzina di via Tienanmen. Insomma sarebbe potuta accadere una strage.

Poteva esplodere tutto il palazzo

Secondo quanto ricostruito dagli esperti investigatori dell’Arma, Marco Cocco aveva un vero e proprio piano per far esplodere il palazzo. Il giovane infatti sarebbe entrato in azione pochi minuti prima della mezzanotte di sabato, quando la maggior parte dei condomini del palazzo di via Tienanmen stavano dormendo. Il 28enne si sarebbe infatti piazzato di fronte allo stabile – dove vive anche lui – e avrebbe preparato la prima bottiglia molotov.

Per confezionarla avrebbe utilizzato della benzina contenuta in un bidone e come miccia avrebbe utilizzato uno stoppino creato con un pezzo di stoffa. Poi – armato di accendino – avrebbe tentato di dare fuoco all’innesco ma è stato fortunatamente bloccato dall’intervento del compagno di una zia che è riuscito a immobilizzarlo.

Nel frattempo gli altri condomini avevano già chiamato i Carabinieri che in pochissimo tempo hanno immediatamente raggiunto via Tienanmen, che poi è una traversa di via Barcellona alta. I militari hanno trovato il primo ordigno proprio a due passi dalle bombole dell’impianto che fornisce il gas a tutto il palazzo: era pronto per essere utilizzato.

Mentre l’altra bomba molotov era in fase di preparazione.

Attimi di terrore

“Il rischio era altissimo”, si legge nel comunicato stampa messo nero su bianco dai Carabinieri. “Se la bomba fosse esplosa – assicurano i militari – l’intero palazzo sarebbe potuto crollare, creando conseguenze ben più gravi”. Per questo motivo Marco Cocco è stato immediatamente bloccato anche se con molte difficoltà. Il 28enne infatti ha cercato di opporsi all’arresto in ogni maniera. Avrebbe prima infatti minacciato i Carabinieri con la molotov e poi li avrebbe colpiti con calci e pugni. Con l’esperienza i militari sono riusciti a bloccarlo e a farlo salire nell’auto di servizio per poi raggiungere la caserma. Durante il tragitto però la furia di Marco Cocco non si è placata.

Il giovane infatti avrebbe cercato di sfondare a colpi di testa l’auto di servizio. E avrebbe anche cercato di strappare con i piedi la cella di sicurezza dell’auto di servizio. Una furia che è stata placata con l’arrivo in caserma dove l’uomo è stato immobilizzato. “Fortunatamente – si legge nel comunicato dei Carabinieri – la presenza delle pattuglie dell’Arma in tutto il territorio ha evitato il peggio. E, grazie alla serrata collaborazione con la Procura della Repubblica di Tempio, il giovane è stato portato in carcere in attesa che si esprima l’autorità giudiziaria”.

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