Non ce l'ha fatta Menar, la bambina di nove anni che ieri sera è stata travolta sulle strisce pedonali a Bagnolo Mella, in provincia di Brescia, da un suv sopraggiunto a forte velocità in pieno centro abitato. La bambina attraversava la strada con la mamma, che se l'è cavata con lievi ferite, a fronte di una perdita incolmabile. Il pirata della strada, che inizialmente era fuggito, si è costituto stamattina in Procura a Brescia.

Brescia, l'investimento mortale

Domenica sera, intorno alle 23, la piccola Menar era con la famiglia originaria del Marocco. Con la mamma, il papà, la sorellina più piccola e altri due fratelli tornava da una festa di connazionali che si era svolta presso il parco del paese.

Dovevano attraversare viale Italia, strada alberata che taglia in due il paese, da molti residenti ritenuta pericolosa per il transito di auto a velocità sostenuta. Pochi metri da percorrere e sarebbero giunti a casa. Con una mano, Menar era attaccata alla mamma, con l'altra spingeva la sua bicicletta, quando è sopraggiunto un suv che ha investito entrambe mentre attraversavano la strada sulle strisce pedonali. Davanti a loro, un fratello di 12 anni aveva già raggiunto l'altro lato della strada.

Appena qualche istante prima dell'investimento il padre, che aveva accanto un altro figlio, aveva preso in braccio, su richiesta della moglie, l'ultima nata, una bimba di appena pochi mesi, perché piangeva.

Se fosse rimasta nel passeggino spinto dalla mamma, probabilmente sarebbe morta anche lei. L'auto pirata, infatti, spuntata dopo poco, ha preso in pieno il passeggino, la bicicletta e Menar che è stata sbalzata a parecchi metri di distanza, sotto gli occhi sconvolti di suo padre che seguiva lei e la mamma a breve distanza.

Il conducente non si è fermato a prestare soccorso ed è fuggito. Le condizioni di Menar erano apparse subito gravissime. Soccorsa, ricoverata d'urgenza al Reparto pediatrico del Civile di Brescia, è morta poco dopo. La mamma, ricoverata nello stesso ospedale, è stata dimessa stamattina avendo riportato solo alcune fratture: è stata appena sfiorata dall'auto pirata.

Inizialmente, le sue condizioni erano parse invece molto critiche. Sotto choc, deve però vedersela con il dolore immenso della perdita della figlia: in queste ore è attorniata da amiche e parenti che cercano di darle sostegno e conforto.

Caccia all'auto pirata

Per tutta la notte, la Polizia stradale ha dato la caccia al pirata della strada che era al volante dell'auto. Il responsabile dell'investimento sembrava essere svanito nel nulla. La Stradale non era riuscita a risalire alla targa dell'auto ma, dopo aver visionato i filmati delle telecamere a circuito chiuso, era sulle tracce di una Chevrolet Orlando di colore grigio, segnalata anche da alcuni testimoni. Lungo il tragitto, inoltre, sono stati trovati pezzi della vettura, tra cui uno specchietto retrovisore.

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Secondo il racconto di alcuni testimoni, l'auto sarebbe sopraggiunta a forte velocità in un tratto urbano in cui il limite è di 50 chilometri orari. Nel punto dove si è verificato l'investimento mortale non ci sarebbero segni di frenata. Quando ancora si cercava l'investitore Mohamed, padre della piccola vittima, aveva lanciato un appello: "Abbiamo visto l'auto, ma non si è fermata. La mia bambina non me la ridarà più nessuno. Trovate chi è stato".

Brescia, il pirata della strada si è costituito

Stamattina, quando la Stradale l'aveva identificato, l'investitore, sentendosi forse braccato, si è presentato spontaneamente in Procura a Brescia, senza il supporto di un avvocato. Si tratta di un 45enne bresciano, incensurato.

La sua posizione è al vaglio degli inquirenti, come la ricostruzione dei fatti che ha fornito, ma sulla dinamica dell'accaduto dopo le indagini svolte, ci sarebbero pochi dubbi.

Alle 15, l'investitore, è stato raggiunto da un avvocato d'ufficio che gli ha fornito assistenza legale durante l'interrogatorio da parte del pubblico ministero, Maria Cristina Bonomo, che gli ha contestato l'omicidio stradale aggravato da omissione di soccorso. L'uomo è stato arrestato e si trova ora ai domiciliari in attesa di processo.

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