L'appuntato Giuseppe Montella, detto 'Peppe', 37 anni, e la compagna Maria Luisa Cattaneo, 38 anni, condividevano vita e affari illeciti: ne sarebbe convinta la procura di Piacenza. Nell'ambito dell'inchiesta che ha portato all'arresto del suo convivente e di altri cinque carabinieri della caserma Levante con accuse gravissime quali torture, arresti illegali, traffico e spaccio di droga, lesioni durante pestaggi, la donna è finita agli arresti domiciliari.

Secondo le migliaia di intercettazioni svolte dalla Guardia di Finanza, non solo Cattaneo sarebbe stata a conoscenza delle attività illegali del partner, ma avrebbe svolto parte attiva aiutandolo nella gestione di soldi e stupefacenti.

L'appuntato Montella contava sull'aiuto della compagna nelle attività illecite

Nell'ordinanza con la quale ha disposto gli arresti, il gip Luca Milani traccia un ritratto molto netto di Montella e della compagna. Lui è definito "un criminale pericolosissimo che è stato in grado per anni di mascherarsi da servitore dello Stato per perseguire esclusivamente i suoi scopi illeciti". Di lei, il gip scrive che non solo era consapevole degli affari di Montella, ma che "non ha mai mostrato il benché minimo ripensamento nell’appoggiare le attività illecite del suo compagno, condividendo con lui le strategie da adottare, le cautele da seguire e interessandosi della ripartizione dei profitti".

Le intercettazioni raccolte dagli investigatori del Nucleo di polizia tributaria delle Fiamme Gialle, confermerebbero il sodalizio, non solo sentimentale, tra Montella e la donna con cui era insieme da quattro anni, dopo essersi separato dalla moglie da cui ha avuto un figlio che ha 11 anni.

Con la compagna e il figlio conviveva nella villetta con piscina di Gragnano Trebbiense, posta sotto sequestro, dove abita ancora la madre del carabiniere.

Alla partner, Montella parlava di tutto: del traffico di droga e dei soldi da nascondere. Cattaneo era a conoscenza della frequentazione di Montella con gli spacciatori fratelli Giardino, come dei soldi che arrivavano illecitamente nelle casse familiari.

A proposito degli affari con i Giardino, un'intercettazione dimostrerebbe la condivisione anche della contabilità. Lei gli chiede: "Amore questa cartellina con i soldi posso metterla nel baule? Montella le risponde: "No amore mettila davanti perché mi servono i soldi, ho solo 50 euro. Anzi, sfilami da dentro 100 euro e poi quella la metti nel baule".

Lei lo avrebbe anche aiutato nell'attività di spaccio, come a nascondere la droga nel garage di casa. Montella le avrebbe fornito piccole dosi di marjiuana per uso personale. Lui le avrebbe fatto avere un pass per accedere alla zona a traffico limitato di Piacenza, accesso consentito solo a chi svolge funzioni di ordine pubblico. I due avrebbero condiviso un tenore di vita molto al di sopra dei 31.500 euro lordi annui dello stipendio di Montella, tra festini con champagne e auto di grossa cilindrata. Aspetti che hanno sollevato i sospetti del gip: "Viene da chiedersi come mai nessun membro dell'Arma abbia sollevato dubbi sulle sue capacità economiche", si chiede Luca Milani.

L'appuntato Montella si vanta con il figlio di 11 anni

Secondo la procura di Piacenza guidata da Grazia Pradella, Montella sarebbe stato un carabiniere che viveva al di sopra della legge, mosso da un delirio di onnipotenza e in un continuo stato di autoesaltazione. In questo contesto psicologico, si collocherebbe il coinvolgimento anche del figlio di 11 anni evidenziato da un'intercettazione. Al bambino, Montella racconta compiaciuto di essersi stirato un muscolo nell'inseguire quello che definisce "un negro", un uomo in fuga, poi arrestato. Di fronte alle domande del bambino, “L’hai preso poi? Gliele avete date? Chi eravate?”, risponde soddisfatto: “Eh, un po’ tutti”. Con la compagna, poi, era ancora più esplicito: “Minchia, amore, però l’abbiamo massacrato”.

L'appuntato Montella scopre le microspie

Lo scorso 16 aprile, Montella trovò una microspia messa dalla Guardia di Finanza nella sua Audi A4. A seguire, lui ed altri indagati ne trovarono altre tre. Decise di bonificare sia le auto dei complici che quella di Maria Luisa Cattaneo. Ma nella macchina della donna non trovò alcuna cimice.

Secondo gli inquirenti, anche da questo episodio emergerebbe la tracotanza dell'appuntato. Mentre la compagna, intercettata, manifesta una qualche preoccupazione, parlando con lei Montella la rassicura. Si mostra certo che le indagini riguardino i rapporti tra i fratelli Giardino e potenti trafficanti calabresi, e parlando alla donna si vanta della sua furbizia: "Loro amore, loro non vanno mai ad immaginare che abbiamo sgamato le ambientali!", le dice riferendosi alle cimici.

Segui la pagina Cronaca Nera
Segui
Segui la nostra pagina Facebook!