L'infettivologo Matteo Bassetti, direttore della clinica di malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova, in un'intervista al quotidiano Libero ha parlato dell'epidemia di Coronavirus, di quanto sta accadendo oggi e di ciò che potrebbe succedere in autunno. Il professore sostiene che attualmente non c'è più un'emergenza sanitaria-ospedaliera poiché in Italia c'è un numero totale di ricoverati gravi che potrebbe essere ospitato in una sola terapia intensiva. Per il futuro, Bassetti ritiene che non sia possibile avere una situazione simile a quella di marzo, mentre teme l'effetto panico, ovvero che le persone possano preoccuparsi anche per un semplice starnuto, non riuscendo a distinguere i sintomi dell'influenza e riversandosi negli ospedali.

Bassetti: il virus circola molto meno e ha perso carica virale

Bassetti afferma che, dei nuovi contagiati: "Quasi nessuno finisce in rianimazione". Inoltre dice che è importante ricordare questi aspetti rassicuranti per trasmettere ottimismo facendo riferimento a dei dati reali. Lo specialista ha quindi aggiunto che oggi in Italia il virus circola molto meno: se a marzo il 35% dei tamponi dava un esito positivo, in questo periodo la percentuale è calata fino allo 0,55%. Secondo il professore, il coronavirus "ha perso carica virale" e si riesce a trattare meglio la malattia, intercettando i contagiati con una certa rapidità ed efficacia.

A chi lo ha accusato di essere un negazionista, Bassetti dice di trovare inaccettabile questo termine che viene di solito associato a chi nega la Shoah o la strage degli armeni.

Ricorda di aver lavorato a lungo in ospedale in prima linea e evidenzia che il suo ottimismo è sostenuto da dati concreti.

Bassetti: 'Se abbiamo gestito bene l'epidemia, non è per merito dello Stato centrale'

L'infettivologo prosegue la sua analisi a Libero, sottolineando che se l'epidemia è stata gestita bene, ciò non è accaduto per merito dello Stato centrale: "Il governo non ha fatto niente".

All'opposto, sono state le regioni a farsi carico dell'emergenza, soprattutto quelle del Nord che hanno fatto i tamponi, distribuito le mascherine, assunto medici e assistito le persone anche a casa.

Sul distanziamento sui treni prima abolito e poi reintrodotto dal governo, sostiene di non capire perché se si prende un aereo si può stare accanto ad altri passeggeri, mentre su un treno non si può.

In merito alla stagione autunnale e ad un eventuale ritorno della grave emergenza della scorsa primavera, Bassetti è stato chiaro: "Quello che abbiamo visto a marzo non potrà più ripetersi". Ha motivato la sua affermazione spiegando che oggi si è in grado di individuare i focolai, di tracciare e trattare i pazienti.

Tuttavia Bassetti ha un timore per l'autunno: "Ciò che temo è l'effetto panico". In sostanza, l'infettivologo ha paura che le persone al primo starnuto possano preoccuparsi eccessivamente e correre in ospedale. Per questo motivo: "Servirebbero messaggi chiari su come comportarsi in caso di sintomi influenzali".

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