Ancora un tragico incidente sulle strade italiane. Un'altra serata di festa che, in un attimo, si trasforma in una terribile notizia di cronaca. Intorno alla mezzanotte di ieri, martedì 11 agosto, una Jeep Land Rover Defender guidata da un ragazzo di 24 anni è uscita fuori strada nel territorio di Castelmagno, comune dell'alta Valle Grana (in provincia di Cuneo). Drammatico il bilancio: cinque giovanissimi (con un'età compresa tra i 14 e i 24 anni) sono morti, e altri quattro ragazzi sono rimasti feriti, anche in maniera grave. Il sindaco Alberto Bianco, sconvolto, ha commentato la tragedia, forse evitabile con un piccolo investimento da parte dello Stato.

Il bilancio del tragico incidente di Castelmagno

Castelmagno, piccolissimo centro (meno di una sessantina i residenti) a quota 1.760 metri s.l.m. è sotto choc. Il primo cittadino, scosso, ha commentato "Abbiamo perso, in una notte, il 50% dei ragazzi del nostro comune". "Quindici giorni fa - ha raccontato alla stampa - con tutti gli abitanti di questa frazione abbiamo fatto una foto: ora è agghiacciante guardarla, si può dire che è stata tagliata in due". Alberto Bianco ancora non riesce a credere che l'incidente avvenuto nella notte in prossimità del rifugio Maraman, abbia spezzato per sempre le vite di cinque ragazzi che lui conosceva molto bene.

Le vittime, da quanto si è appreso, risiedevano tutte nella provincia di Cuneo ed erano frequentatori abituali della Borgata Chiotti, borgo montano delle Alpi Cozie meridionali.

Il conducente 24enne del Defender, Marco Appendino era di Savigliano, i fratelli Nicolò ed Elia M. (rispettivamente di 17 e 14 anni) erano originari di Castelmagno, ma abitavano a San Sebastiano di Fossano, mentre Camilla B. (16 anni) e Samuele G. (14 anni) vivevano con le famiglie a San Benigno di Cuneo.

Sul fuoristrada, con loro, c'erano anche altri quattro amici, rimasti feriti: Anna, sorella 17enne di Samuele, Chiara (sua coetanea di Morozzo), Marco (24enne di Savigliano ricoverato in prognosi riservata al Cto di Torino per un trauma vertebrale) e Danilo (17enne di Verzuolo trasferito in codice rosso al Santa Croce di Cuneo).

La tragedia dopo una serata trascorsa a guardar le stelle

La comitiva era reduce da una serata trascorsa a guardar le stelle cadenti di San Lorenzo. I ragazzi erano saliti fino all'Alpe Chastlar, ai piedi dei monti Crosetta e Tibert, dove la famiglia di Elia e Nicolò è proprietaria di un rifugio. Durante il viaggio di ritorno, però, per motivi ancora in fase di accertamento, il 24enne al volante, ha perso il controllo del mezzo nei pressi di un tornante verso le grange Tibert (sopra il Santuario di San Magno). Il Range Roger Defender è cosi uscito fuori strada. ed è precipitato in un ripida scarpata: un volo di oltre 100 metri che ha sbalzato fuori dall'abitacolo tutti i passeggeri.

Le operazioni di soccorso, particolarmente difficili, hanno impegnato per tutta la notte diverse ambulanze, quattro squadre di vigli del fuoco provenienti da Busca e da Cuneo, il Soccorso alpino della val Maira e i carabinieri dei comandi di Pradleves e di Dronero.

Il dolore e la rabbia del sindaco di Castelmagno

Secondo i rilievi dell'Arma, i giovani, erano in nove a bordo di un'auto omologata per sei persone. Tuttavia, in questo momento, il sindaco Bianco, non se la sente di puntare il dito contro ragazzi (che ben conoscevano quelle strade di montagna). "È una di quelle tragedie che accadono per una distrazione, non perché si è bevuto" ha spiegato aggiungendo che, come gli hanno detto i carabinieri, il "Defender" viaggiava a 15 chilometri orari.

Il primo cittadino ha poi sottolineato che, in quanto rappresentante dello Stato, si sente di dover assumere, almeno in maniera indiretta, le colpe dell'incidente. "Mi sento responsabile di quanto è accaduto - ha dichiarato - ma anche impotente".

Poi, ha spiegato che Castelmagno è un comune di soli 54 abitanti che deve riuscire a tenere in ordine, con pochissimi fondi statali , 25-30 chilometri di strade. "Con un cartello che segnalava la curva forse non sarebbe successo" si è sfogato.

Il sindaco ha anche puntato il dito contro uno Stato assente, che è disposto a spendere per "mega ponti", anche quando, per le strade che si percorrono quotidianamente, i comuni non hanno neanche i soldi per segnalare le curve. Bianco ha concluso dicendo che forse avrebbe dovuto "farsi sentire" e alzare la voce per denunciare la drammatica situazione del suo comune.

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