Il professor Alberto Zangrillo torna nuovamente a far discutere con le sue dichiarazioni sul Coronavirus. Ospite della trasmissione di La7 In Onda nella puntata del 4 settembre, il primario del reparto di terapia intensiva dell’ospedale San Raffaele di Milano ribadisce che a, secondo lui, la maggior parte dei pazienti ricoverati attualmente in terapia intensiva per Covid-19 soffrirebbe in realtà di altre patologie pregresse e gravi. Zangrillo punta il dito contro chi “pontifica in tv e non ha mai visto un malato in volto”. Insomma, l’emergenza coronavirus non sarebbe più grave come nella primavera scorsa.

Alberto Zangrillo ospite di In Onda

“Scusi professore - domanda il conduttore di In Onda Luca Telese ad Alberto Zangrillo - lei ha sempre detto che un indicatore molto importante non è neanche il numero delle terapie intensive, ma il motivo per cui si finisce in terapia intensiva. Banalmente, quando ne parlavamo in una delle puntate scorse, avevamo 54 ricoverati in tutta Italia in terapia intensiva. Ora sono più che raddoppiati in meno di tre settimane. Allora, lei direbbe sempre che bisogna distinguere tra chi è in terapia intensiva per altre patologie e ha la Covid, e chi c’è invece per la polmonite interstiziale che è la malattia più feroce indotta dalla Covid e la massima causa di mortalità?”.

Zangrillo non si sottrae e replica: “Allora, chi ha avuto la fortuna di conoscere la realtà sanitaria dal punto di vista mio, degli operatori, dei medici e degli infermieri, sa benissimo che quella era una realtà drammatica che non vogliamo ripercorrere perché arrivavano pazienti che avevano come prima manifestazione l’insufficienza respiratoria”.

Zangrillo attacca chi sta dando ‘numeri in tv’

“Tutto quello che noi dobbiamo cercare di comprendere - prosegue nel suo ragionamento Zangrillo - e che cerco di spiegare senza entrare in polemica con nessuno, anche con coloro che pontificano ormai da un mese e mezzo dando numeri in tv e non hanno mai visto un malato in volto, è che c’è una netta differenza con quel tipo di malato che purtroppo è portatore di gravi patologie.

Viene sottoposto a tampone e viene rilevato positivo. Sono malati che vanno in terapia intensiva e che quindi contribuiscono a determinare quel numero che oggi mi sembra sia di 120 persone nel nostro Paese”.

‘Sono stato autorizzato da Sileri’

“Noi dobbiamo avere il coraggio di affrontare razionalmente questo tipo di dato non per banalizzare, ma per cercare di comprendere se per caso si modifica qualcosa - puntualizza ancora Zangrillo - sono stato autorizzato un’ora fa dal viceministro collega professor Sileri a dire che, in questo momento nel Lazio, una quota importante di pazienti ricoverati in terapia intensiva è lì a causa di patologie pregresse, gravi. E, nel frattempo, sono risultati anche positivi al coronavirus.

La stessa cosa all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo. Ho parlato con il dottor Lorini che mi ha detto ‘oggi zero pazienti’. Io credo che in questo momento, senza voler fare della polemica, gli italiani debbano conoscere la verità”. Telese allora lo avverte che “ci saranno delle polemiche, Zangrillo lo sa. Ovviamente molti diranno che lei sta minimizzando”. Ma il medico di Silvio Berlusconi non cede di un millimetro: “Però dobbiamo avere il coraggio di dire la verità”.

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