L’ennesimo delitto consumato in famiglia è avvenuto venerdì 30 ottobre, quando nel tardo pomeriggio Carmelo Minniti – ex infermiere di 69 anni – ha ucciso la moglie 68enne, Concetta Liuzzo, a colpi d’ascia. Il dramma si è consumato nell’abitazione della coppia in contrada Zuccarà, frazione di Montebello Ionico, in provincia di Reggio Calabria. Minniti, che era andato da poco tempo in pensione, avrebbe colpito più volte la moglie con l’ascia, al termine dell’ennesimo litigio con la vittima. L’uomo ha quindi avvisato i carabinieri che sono si sono immediatamente recati sul luogo del delitto, insieme agli operatori del 118: tuttavia per la 68enne non c’era più nulla da fare.

I carabinieri indagano per cercare di scoprire perché l’infermiere avrebbe ucciso la moglie

Dopo che l’uomo si è costituito, i carabinieri hanno portato Minniti in caserma, dove è stato interrogato per ore dal pm Nicola De Caria e dagli investigatori che hanno il compito di capire il movente e ricostruire la dinamica del delitto. A quanto pare già in passato ci sarebbero stati litigi all’interno della coppia, dovuti alla gelosia dell’ex infermiere, che era convinto da tempo che la donna lo tradisse. Infatti, pur non essendoci alcun fondamento su questi sospetti, il 69enne era sicuro che la moglie avesse una relazione extraconiugale, forse anche per gli effetti collaterali dovuti all’assunzione di alcuni medicinali.

Infatti Minniti avrebbe rivelato di soffrire di depressione e di utilizzare da cinque anni diversi psicofarmaci, che però nessun medico gli avrebbe mai prescritto.

Marito e moglie vivevano da soli nella casa in contrada Zuccalà

L’avvocato Michele Miccoli, difensore di Minniti, ha spiegato che il suo assistito avrebbe avuto in passato delle allucinazioni, forse dovute alle medicine, e quindi sarebbe diventato paranoico al punto tale da installare diverse telecamere in casa, nel tentativo di cogliere in trappola l’amante immaginario della moglie. Tuttavia, a quanto pare, i rapporti all’interno della coppia sembravano essersi rasserenati, tanto che nell’ultimo periodo non c’erano state più liti. Ma venerdì deve essere successo qualcosa che ha improvvisamente fatto riesplodere i dissidi: quindi i carabinieri della compagnia di Melito Porto Salvo, insieme ai colleghi della stazione di Montebello, indagano per ricostruire quanto accaduto nelle ore immediatamente precedenti al litigio.

Nell’abitazione in contrada Zuccalà i due coniugi vivevano da soli, visto che una figlia si è trasferita all’estero mentre l’altro risiede a Montebello, a circa un chilometro dalla casa dei genitori. Il giovane è stato ascoltato dagli inquirenti, che vogliono ricostruire il contesto in cui è maturato il delitto. Nelle prossime ore è prevista l’autopsia sul corpo della vittima che potrà ulteriormente chiarire l’accaduto.

L’interrogatorio dell’ex infermiere, accusato di aver ucciso la moglie

Secondo quanto avrebbero riferito alcuni testimoni, nelle ore antecedenti al delitto i coniugi sembravano tranquilli: insieme avevano acquistato degli arancini che avrebbero consumato a cena. Ma poco prima di mettersi a tavola sarebbe scoppiata improvvisa l’ennesima lite dovuta alla gelosia di Minniti.

Secondo quanto ricostruito durante l’interrogatorio dell’ex infermiere, la moglie avrebbe respinto per l’ennesima volta ogni accusa. Sarebbe stato a quel punto che il 69enne avrebbe impugnato l’ascia e colpito ripetutamente la donna alla testa e al collo, prima di chiamare il figlio e i carabinieri per costituirsi. Nel corso della ricostruzione dei fatti davanti agli inquirenti il 69enne avrebbe pianto più volte, dicendosi pentito. Inoltre avrebbe spiegato la vicenda degli psicofarmaci, presi senza nessun consulto con un medico per curare la depressione. Al termine dell’interrogatorio l’ex infermiere è stato portato nel carcere di San Pietro a Reggio Calabria.